NETWORK
 

Confessioni

L'amico di mio figlio

di Liana

Ho il cuore pieno di emozioni e per non farlo scoppiare devo parlarne con qualcuno.

La mia vita era un tranquillo mare di quotidianita’. Mio marito e’ un uomo attento e premuroso (oltre anche attraente) e mio figlio e’ un bel ragazzo, maturo, che gestisce bene i suoi impegni di studio e sportivi. Economicamente stiamo bene. Insomma non mi mancava niente per essere felice ed in effetti lo ero, se si puo’ chiamare felicita’ quell’essere permanentemente sereni e liberi da stress.

Ora invece la mia vita e’ in tumulto,. Quando “lui” non c’e’ l’ansia di rivederlo tende i miei nervi, la voglia del suo sesso diventa presto insopportabile. Quando “lui” e’ con me il cuore martella il mio petto per l’emozione, il desiderio diventa quasi dolore, gli orgasmi violentissimi e incontrollabili.

Ho 39 anni, un passato di bella ragazza e tutt’ora, nonostante l’eta’, sono ancora abbastanza in forma. Sono piuttosto magra, anche se non sto attenta a cio’ che mangio, e non tanto alta (1,65) . I miei capelli sono castani e lisci e li tengo sciolti, sulle spalle, con una scriminatura centrale. Non mi trucco molto e vesto in maniera adeguata alla mia eta’, ovvero niente capi attillati, scollature o pance fuori. Non sono insomma quel che si dice una donna provocante e raramente ricevo qualche sguardo audace.

Sono rimasta sorpresa e turbata, quindi per il modo inequivocabile con cui “lui” mi guardo’ la prima volta a casa nostra quando mi fu presentato da mio figlio. Durante la presentazione passo’ il suo sguardo su di me con in volto un sorriso beffardo che avei poi imparato a conoscere.

Fui stupita e infastidita dall’audacia di questo ragazzino che guardandomi dritta negli occhi tratteneva la mia mano per un istante piu’ del necessario. - Quel ragazzo non mi piace,- dissi a mio figlio appena “lui” se ne ando’.- Vorrei che tu evitassi di portarlo ancora qui a casa nostra.- -E’uno sbruffoncello, ma e’ simpatico- fu la risposta di mio figlio.

Poi comincio’ il corteggiamento, se cosi’ si puo’ chiamare. “Lui” ando’ per le spicce. Lo trovai che mi aspettava appoggiato alla portiera della mia auto nel parcheggio del supermercato. –Mi da un passaggio?- mi chiese, senza buongiorno e buonasera, col solito sorrisino in faccia. Piuttosto indispettita gli dissi che avevo un impegno urgente stavo andando fuori citta’. -Beh mi dia uno strappo fino alla prima fermata dell’autobus allora- disse dirigendosi verso la portiera del passeggero. Un po’ perche’ non sapevo cosa rispondere, un po’ perche’ volevo dimostrare a lui e a me stessa che non si trattava altro che di un ragazzino e non di una minaccia, aprii la portiera e lo lascia accomodare. - Sei bella da impazzire- mi disse appena partiti. Cercai di sbottare in una risate seguita da un -ma che ti salta in mente ragazzino?- ma lui continuo’ imperterrito: -mi piacciono i tuoi capelli, mi piace il loro odore_ e si avvicino’ nel gesto di annusarli. Lo spinsi indietro e accostai la macchina –ok scendi- dissi. -quando ti arrabbi sei ancora piu’ bella- rispose insolente col solito sorriso. –Scendiii!!- quasi urlai. Al che lui scese, con tutta calma . -ci vediamo- disse prima di sbattere la portiera.

Non so perche’ non raccontai a mio marito di questo episodio. Seguirono telefonate, appostamenti, perfino tentativi di visite a casa che io respinsi sempre senza esitazione e in fretta, ma senza accennarne a mio marito.

Poi avvenne il fattaccio. Era giugno inoltrato e fummo invitati alla festa annuale del circolo nautico di mio figlio. Barbecue, musica, danze ecc. C’era anche “Lui”. Durante il gioco “della scopa” stavo ballando con mio marito quando lui si avvicino’ porgendo la scopa a mio marito che ignaro stette al gioco e lascio’ il campo libero con un sorriso. Non era il momento per raccontae a mio marito tutta la serie di fatti accaduti per cui celai la mia contrarieta’ per evitare domande e accettati di ballare con “lui” appoggiando le mie mani sulle sue magre spalle mentre lui afferrava i miei fianchi. Ben presto il nostro ballo si trasformo’ in una lotta nascosta fra lui che tentava di attirarmi contro il suo corpo e io che tentavo di resistergli.

Nonostante i miei sforzi i nostri corpi si accostarono e avvertii la sua erezione. –Lo senti?- mi sussurrava –e’ affamato. Ha fame di te-. –Per favore smettila – dissi quasi implorando ma sempre cercando di dissimulare, che mio marito e mio figlio probabilmente ci stavano guardando. –Ok, ma tu rilassati, stai tremando- disse “lui” e sentii la sua stretta allentarsi e’ i nostri corpi si riallontanarono un po’. Sentii la sua mano lasciare il fianco per correre su lungo il mio busto fin sotto l’ascella dove si fermo’, il suo pollice nel cavo dell’ascella stessa. In quel mentre mio marito riapparve con “la scopa” fra le mani per riappropriarsi di sua moglie.

Poi la serata prosegui’ liscia senza altri attacchi fino a poco prima della fine della festa. A una certa ora mio figlio ci saluto’ per proseguire in discoteca con i coetanei. Non vidi piu’ “lui” in giro e pensai avesse lasciato la festa assieme al gruppo di mio figlio. La festa languiva, gli uomini avevano preso a parlare di lavoro e di politica e io decisi di andare al bagno per rinfrescarmi. Entrai nell’edifico, attraversai il bar, e raggiunsi il corridoio che porta ai bagni e al ripostiglio. “Lui” era li, come se avesse saputo che sarei arrivata. –Beh non ti sembra di esagerare ora?- gli dissi con tutto il severo maternalismo di cui fui capace. “Lui” non rispose e fulmineo mi afferro’ per la vita per trascinarmi dentro il ripostiglio. Cercai di afferrare lo stipite della porta ma non mi riusci’i e rotolammo all’interno del magazzino su alcuni sacchi di segatura. “Lui” richiuse la porta con un calcio e fu il buio assoluto. Lottammo ferocemente, in silenzio. Lui mi afferro ’ i polsi e mi immobilzzo’ sdraiandosi su di me. Sentivo distintamente lil suo sesso eretto premere sul mio osso pelvico. Restammo immobili qualche istante entrambi stremati dalla lotta. Poi “lui” prese a slinguare il mio collo, ad annusarmi, a tentare di baciarmi in bocca; lascio’ libera una mia mano al che lo colpii immediatamente con uno schiaffo con tutte le mie forze e poi gli afferrai i capelli per scostare il suo volto dal mio. “Lui” porto’ la sua mano libera sotto la mia gonna, sulla natica e di li prosegui’ con fatica fra le mie gambe sino ad infilare le dita sotto le mutande. –Lo vedi che sei bagnata fradicia? Ne hai piu’ voglia di me- mi disse. Quando un suo dito penetro’ nella mia vagina fu come una scossa. Smisi di lottare lasciai che “lui“ baciasse il mio collo le mie spalle mentre le sue dita frugavano l’interno del mio sesso. Poi abbasso’ le spalline del mio vestito e scopri’ il mio seno per succhiarlo e morderlo. Ricordo che mi fece qualcosa che nessuno m i aveva mai fatto: col suo dito medio dentro di me prese a premere forte il retro del mio osso pelvico massaggiandolo con forza. Il suo poliice nel frattempo massaggiava il mio clitoride all’estermo. Non avevo mai provato niente di simile la sensazione era fortissima. Mi sembrava di dover far la pipi’ e glielo sussurrai al che lui mi disse: -non trattenerti, stai per venire, lasciati andare- continuammo cosi’ ancora un po’ baciandoci furiosamente poi lui mi disse: -Pensa a quel cornuto di tuo marito che e’ qui fuori in piscina a chiacchierare mentre ti sto facendo godere- A quelle parole odiose sentii un salire un improvviso brivido dal mio ventre dove lui continuava il suo straziante massaggio. L’orgasmo arrivo’ potentissimo e sembrava non finisse mai. Crollai letteralmente in un torpore che probabilmente non duro’ piu’ di un minuto ma mi parve una vita. Lui era gia’ in piedi, io ancora sdraiata sul pavimento, col seno scoperto. -Esco per primo, tu aspetta un minuto prima di uscire - fu tutto quel che mi disse e usci’. Uscii a mia volta ed entrai nella toilette che per fortuna era vuota. Mi ci volle un po’ per ricompormi. Ero letteralmente sconvolta. Il senso di colpa mi strangolava (e mi strangola tutt’ora). Giurai a me stessa di rimediare a questa storia parlandone nei dovuti modi e tempi a mio marito. Giurai che non avrei piu’ permesso a quel bastardo di avvicinarsi a me o alla mia famiglia.

Mi affettai a raggiunger mio marito che pensavo mi stesse cercando. Quando raggiunsi la piscina lo trovai che chiacchierava tranquillamente con altri invitati fra cui “lui”.

Mi fece un cenno con la mano e cosi’ mi avvicinai al gruppetto. -Mi chiedevo che fine hai fatto- disse gioviale . – E’ tardi, sono stanca, andiamo a casa- fu la mia risposta. Con la coda dell’occhio vidi lui che sorrideva beffardo come al solito e lo odiai.

Questo che ho raccontato fu il mio primo fatto di sesso con “lui”. Ho voluto descriverlo nei dettagli perche’ ogni secondo di quella sera e’ scolpito nel marmo della mia memoria. Avevo scoperto una parte di me stessa che non sapevo esistesse e mi faceva paura.

Ora non ho piu’ paura anche se ho ancora parecchi sensi di colpa.

Mi piace aver potuto raccontare a qualcuno quella che fu senz’altro, nel bene o nel male, l’esperienza piu’ scioccante della mia vita e che finora ho dovuto tenere nascosta a chiunque.

<< indicesegnala ad un amico
BigShots - Il Nuovo Forum