La prima volta di un bisex feticista
di Pacobsx
Ero agli inizi della mia attività
sessuale, avevo 14 anni e stavo in collegio,
cercavo di soddisfare le mie voglie ma non
ci riuscivo, guardavo di nascosto i più
grandi di me che si masturbavano e cercavo
di imparare. Anche altri ragazzi della mia
stessa età stavano vivendo lo stesso
momento. Ne parlavo spesso con un mio amico,
Luigi, vicino di letto il quale cercava
di insegnarmi a masturbarmi, mi faceva vedere
come si faceva, io ci provavo, il sesso
diventava duro ma non andava oltre.
Una notte, mentre tutti dormivano,
sentii il mio amico, Luigi, che si muoveva
ed ansimava. Capii subito che si stava facendo
una sega, gli dissi sottovoce per non farmi
sentire dagli altri: “Fammi vedere”
e lui: “No, non ora”. Ma la
voglia era tanta che mi avvicinai a lui
e lo scoprii. Aveva il cazzo eretto al massimo,
con una mano, avvolta da qualcosa lo stringeva
e si masturbava furiosamente. “Che
cosa è?” chiesi toccandogli
la mano. Lui rimase un po’ imbarazzato
e poi lasciando il suo cazzo mi fece vedere
cosa era. Era un paio di mutandine trasparentissime
di color rosa e mi disse: “Sono di
mia sorella” Le toccai, le presi in
mano erano deliziose, leggerissime, delicate.
Mi eccitai con il vederle, lasciai Luigi
e tornai a letto. Ma non riuscii più
a dormire, pensavo a quelle mutandine a
quel cazzo eretto. L’indomani mattina
dissi a Luigi: “Prestamele”
e lui da buon amico le andò a prendere
e me le diede: “Non sporcarle”
mi disse.
Appena potei andai subito
al bagno, le guardai meglio. Erano meglio
di quanto potessi sperare, il mio cazzo
divenne duro come non lo avevo mai sentito,
e come Luigi, inizia a masturbarmi, più
andavo avanti e più mi eccitavo,
alla fine dopo pochi minuti, sborrai come
mai più lo avrei fatto, era un torrente
di sperma, non finiva mai, usciva con forza,
sentivo le palle che mi facevano male, era
un getto continuo, poi dopo un fiotto finì,
è stata la mia prima sborrata. Mi
sentivo spossato ma soddisfatto. Guardai
le mutandine, le baciai, le odorai e le
indossai. Misi i miei slip maschili in tasca,
indossai i pantaloni ed uscii dal bagno.
Sentivo il mio sesso trattenuto a malapena
dalle mutandine, mi accarezzavano, mi eccitavano
ancora da morire.
Luigi mi incontrò e
mi disse: “Fatto?” “Si”
“Me le ridai?” “Le porto
addosso” “Ti piacciono vero?”
“Da morire” “Prendile
pure, io ne ho delle altre” A questa
risposta mi eccitai di più e dissi:
“Ti prego fammi vedere” “All’ora
di ricreazione vieni con me”. Nell’ora
di ricreazione, non facendoci vedere da
nessuno, Luigi mi portò in un’ala
del collegio in costruzione, dentro ad una
intercapedine una valigetta. La apre e dentro
c’è di tutto. Mutandine, reggiseni,
calze, giarrettiere, reggicalze, pure un
baby-doll e poi ancora riviste porno, foto.
Non sapevo dove guardare, tiriamo fuori
tutto, tocco, annuso, accarezzo. “Questo
è il mio tesoro” dice Luigi,
“Sono tutte cose di mamma, di mia
sorella e di mia zia”. Sento che il
mio cazzo sta per esplodere, mi tocco, Luigi
mi dice: “Non ancora, facciamolo insieme”.
Ci abbassiamo i pantaloni, guardo le mie
mutandine rosa e sono fradice, guardo lui
ed ha il cazzo completamente teso, “scegli
quello che vuoi” mi dice, prendo una
calza vel ata color verde finissima, vi
infilo la mano ed inizio a masturbarmi.
Luigi mi guarda ed io lo guardo. Siamo uno
di fronte all’altro ci masturbiamo,
le nostre cappelle si toccano ed al contatto
sborriamo contemporaneamente uno sull’altro.
Rimaniamo ancora un po’ così
con i cazzi in mano, ci sorridiamo, ci promettiamo
di rifarlo ancora insieme, poi ci puliamo
rimettiamo tutto a posto e ritorniamo con
gli altri.
Mancavano pochi giorni alle
vacanze di Pasqua, andammo a casa e facemmo
letteralmente razzia di ogni indumento femminile
che potevamo prendere. Nel rifugio, nel
nostro rifugio, le valigie divennero due.
Lì iniziò la mia voglia di
lingerie, Luigi la passione già l’aveva.
Iniziammo a vestirci da donna sotto i nostri
vestiti normali, a masturbarci insieme,
ad accarezzarci. Ci incontravamo spesso,
quasi ogni giorno. Alla notte a volte ci
infilavamo nello stesso letto. Mi piaceva
sentire il suo cazzo duro, a lui piaceva
essere accarezzato tra le palle ad il sedere.
Ma oltre a masturbarci non andavamo. Passarono
i mesi, le vacanze estive, le vacanze di
Natale, al ritorno per noi era sempre una
festa, ci mostravamo le nuove catture, le
indossavamo e ci eccitavamo sempre di più.
Un giorno mentre ci masturbavamo Luigi mi
guardava in un modo strano, si mise davanti
a me in ginocchio lo prese in mano, lo baciò
e poi iniziò a leccarlo, lo fece
entrare in bocca. Presi la sua testa e la
ac carezzai, mentre le sue mani accarezzavano
il mio sedere. Riempii la sua bocca di sperma,
mugolavo dal piacere gli dicevo: “Si
così, ancora così, bella puttana
mia”, Con la bocca ancora piena di
sperma disse: “Voglio che tu diventi
puttana, la puttana di tutti, la mia troia,
voglio il tuo culo”. Così dicendo
mi baciò in bocca, la sua lingua
nella mia, lo sperma che aveva in bocca,
il mio sperma, entrò nella mia bocca
sulla mia lingua. Le sue mani aprivano il
mio sedere, il suo sesso duro, sulla mia
pancia. Non fui affatto meravigliato della
proposta in un certo senso era quello che
desideravo da tempo. “Scopami !”
risposi, mi girai, mi misi inchinato al
massimo in avanti, le gambe aperte. Sentii
le sue mani aprire le mie natiche, il suo
cazzo duro premere contro il mio culo, lo
sentivo ansimare, ma il suo sesso non voleva
entrare, lo sentivo cercare la posizione
migliore, le sue mani che afferravano i
miei fianchi come artigli, ma non entrava,
armeggiò ancora un po’, mugolav
a di piacere, poi sentii lo schizzo caldo
del suo sperma all’esterno del mio
culo scendere pian piano lungo le mie gambe
sulle mie calze. Mi lasciò, le sue
mani sparsero lo sperma sulle mie natiche
e sulle cosce. Mi rimisi in posizione eretta
mi girai, lo abbracciai gli dissi: “Ci
riproveremo”, “Ma a te è
piaciuto?” “Si da morire, speravo
proprio di sentirlo tutto dentro”
Ci baciammo con passione e poi a malincuore
rimettemmo tutto in ordine e ritornammo
con gli altri.
I giorni seguenti provammo
varie volte ed imparammo varie cose. Iniziammo
con farmi mettere il dito e lì ci
accorgemmo che bisognava lubrificare, prendemmo
della vasellina. Imparai che non bisogna
trattenersi ma spingere, il culo si allarga
da solo. Poi lo allargò di più
con un manico di scopa, li fu una sensazione
bellissima, sentivo questo coso entrare,
lo sentivo scorrere, andare avanti e indietro,
lo sentivo puntare dentro, spingere. Normalmente
quando provavamo avevo un’erezione
e più di una volta sborravo senza
nemmeno toccarmi. Provai anche con lui,
ma il suo culo sembrava più docile,
ma anche io quando ci provavo, sborravo
di fuori. Dopo diversi giorni di prove sembrava
che tutto era ormai pronto, il mio culo
si allargava senza problemi. Ero pronto!.
Luigi era impaziente, “Non
ora, domani”. Facemmo sesso orale
contemporaneamente e ci lasciammo.
Alla notte non dormimmo nessuno
dei due “Sei pronto?” “Si
e tu” “Domani ti sborro in culo”.
L’indomani mattina presto,
con una scusa, andai nel nostro rifugio
di nascosto da Luigi ed indossai il meglio
di quello che avevamo, un completo veramente
sexy rubato da Luigi alla zia che ha un
negozio di intimo. Calze rosse con disegno
a rete, reggicalze rosso, mutandine micro
con merletti, corpetto rosso con reggiseno
tutto trasparentissimo, ricamato ed adornato
di merletti. Indossai il tutto non senza
difficoltà, il mio sesso era teso
e non volevo assolutamente compromettere
tutto, sopra a tutto una felpa da ginnastica,
scarpe da tennis. Sfuggii Luigi tutta la
mattinata, poi dopo pranzo, all’ora
di ricreazione gli feci un cenno e mi avviai
al solito posto. Dopo un po’ arriva
lui, lo vedo eccitato, dai pantaloni si
vede il suo sesso gonfio. Ci avviciniamo,
ci baciamo e ci tocchiamo, aveva il sesso
durissimo. Mi allontano alcuni passi da
lui e gli dico “Spogliati nudo”
lui esegue. E’ meraviglioso vederlo
nudo il suo sesso completamente eretto puntava
diritto verso di me. Fa per avvicinarsi
ma gli dico: “Aspetta”, mi tolgo
la parte superiore della felpa e vedi i
suoi occhi ingrandirsi la sua mano accarezzare
il sesso, mi tolgo anche le scarpe ed i
pantaloni. Sono in piedi, davanti a lui
con le gambe aperte, le mani sui fianchi,
il mio sesso che non riesce a stare dentro
le mutandine. “Sono abbastanza troia?
Ti piaccio?” non risponde non riesce
a dire nulla “Scopami, fammi godere”.
Mi metto di spalle il mio culo proteso verso
di lui, le gambe divaricate, le mie mani
appoggiate al muro. “Dai trombami”.
Sento le sue mani sui mie fianchi, strappare
le mutandine, scendere poi sulle natiche,
aprirle, mi spalma con la vasellina, sento
il suo cazzo appoggiarsi sul mio culo, lubrificarsi,
lo sento spingere, spingo anche io, la sua
cappella inizia ad entrare, è grande,
fa un po’ male, ma non è nulla
rispetto a quello che provo. Sento la sua
cappella che entra, ancora più dentro,
sento scorrere quel cazzo dentro di me,
non finisce mai, giù, giù
fino a sen tire il suo ventre contro di
me, lo sento ansimare, mugolare. Poi inizia
ad andare avanti e indietro, anche io ansimo
e mugolo come un’animale, il ritmo
aumenta, le sue mani afferrano sempre di
più i miei fianchi. Il mio culo oramai
è completamente aperto, il cazzo
scorre senza nessuna difficoltà.
Sento il suo cazzo scoppiare dentro di me,
mentre le sue mani mi afferrano ancora di
più e mi sollevano da terra, facendomi
roteare, mi punta contro il muro spinge
sempre di più, poi un urlo ed io
sollevato da terra che riprendo a roteare.
Poi si ferma, tace, mi deposita a terra,
sfila il suo membro. Io ancora sto ansimando
il sesso teso, lo guardo come per dirgli
“Ancora” ma lui ha lo sguardo
da un’altra parte. Guardo dove guarda
lui e vedo un altro completamente nudo che
si sta masturbando ha un cazzo non grande
come quello di Luigi ma più lungo.
E’ Carlo, un nostro compagno di camerata,
ha la stessa nostra età, carino un
po’ effeminato e sempre affettuoso
nei nostri confronti. L uigi gli chiede:
“Che vuoi?” lui non risponde
seguita a masturbarsi e il suo sguardo non
si toglie da me, dalla mia lingerie. Gli
dico: “vuoi?” “si”
“vieni” uno sguardo a Luigi
che mi fa segno di si e mi rimetto in posizione.
Le mani di Luigi mi allargano il sedere
mentre Carlo inizia ad accarezzarmi i fianchi,
sento la sua cappella appoggiarsi al mio
culo già pieno di sperma, lo sento
spingere ed entrare senza nessuna difficoltà,
lo sento tutto dentro è durissimo,
come il marmo ma caldo, bollente. Sento
che inizia a scoparmi è meraviglioso
delicato, le sue mani accarezzano le mie
calze, il reggicalze per poi risalire sul
corpetto il reggiseno, mi accarezza dappertutto,
poi le sue mani scendono sul mio sesso teso
e da dietro mi accarezza, mi masturba. Luigi
è davanti a me, il suo cazzo è
ritornato in erezione sta all’altezza
della mia bocca, lo prendo, da dietro Carlo
in modo davvero delicato accarezza e penetra
l’eccitazione è al massimo
sto godendo come non mai. Sborriamo quasi
tutti contemporaneamente prima io masturbato
da Carlo, poi Carlo nel mio culo, che mi
riempie ancor di più di sperma, infine
Luigi nella mia bocca. Sono esausto ho sperma
dappertutto in bocca, lungo le gambe, nel
culo. Ci sdraiamo in terra su una coperta,
verso il rimanete dello sperma in bocca
a Luigi ed intreccio le mie gambe con Carlo.
Rimaniamo così a lungo, sento le
mani di Carlo accarezzarmi, giocare con
gli elastici del reggicalze, infilare le
mani nel mio corpetto mentre Luigi accarezza
il mio sedere bagnato. Come tutte le volte,
dobbiamo rientrare con gli altri, non far
notare le nostre assenze prolungate mi spoglio
della mia lingerie che subito viene presa
da Carlo, ci rivestiamo, io indosso un paio
di mutandine nere e sopra la felpa, ci fermiamo
un attimo mano nella mano, ci baciamo e
ci avviamo verso gli altri, lungo il percorso
Carlo dice che era da tempo che ci spiava
e voleva far parte di noi. Gli diciamo che
il prezzo che doveva pagare è solo
di portare più lingerie possibile.
Da quel momento siamo diventate
tre troie, la mia esperienza si è
ripetuta per Luigi e per Carlo nei giorni
seguenti, non avevamo più limiti
ci scopavamo con tutte le nostre forze e
in ogni modo. Chi aveva più esperienza
era Carlo che aveva già avuto un
rapporto con uno più grande, ci insegnò
le posizioni, non più a pecorina,
ma a gambe alzate e divaricate, alzate con
la schiena sopra un qualcosa di morbido
ed alto come un tavolo, non aveva usato
vasellina ma olio profumato per bambini.
Ci insegnò anche a fere meglio il
sesso orale, farlo entrare sino in fondo
alla gola senza soffocare.
Siamo usciti di collegio tutti
e tre insieme, ci siamo tenuti in contatto
per vari anni, ma eravamo normalmente divisi.
Luigi si è sposato con una brasiliana,
la quale ha voluto conoscerci per farci
raccontare le nostre storie ed è
stata poi lei a farmi prendere la decisione
di sposarmi con una donna che potesse comprendere
le mie esigenze le mie voglie.
Carlo invece che era già
abbastanza effeminato, tempo fa si fatta
costruire il seno modellare il sedere, rifarsi
le labbra ed ora è una meravigliosa
trans.
L’esperienza del collegio
non sempre è stata bella e felice
ma anche a volte brutta, siamo stati a volte
violentati da singoli e da gruppi, da ragazzi
come noi e da grandi ed anche da istitutori.
Ma quell’esperienza
rimane in me come il più bel ricordo
della mia vita ed anche se ora sono sposato
con una bellissima donna il mio desiderio
rimane sempre li, vestirmi da donna, scopare
come una donna. Mia moglie mi ha capito
e mi aiuta in tutto questo, e quando mi
fa scopare da qualche suo amico cerco sempre
di capire prima di fare sesso se sarà
focoso come Luigi o delicato come Carlo.
Si cerco sempre sesso con
uomini, donne, giovani e meno giovani ma
richiedo sempre delicatezza e non volgarità,
focosità ma non violenza.
pacobsx@yahoo.it
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