Sandra, travestito bisex
di SandraTv
Ciao a
tutti, mi chiamo sandra e sono una trav,
sono cioè un maschietto che si veste
da donna. ho 32 anni, i capelli rossi, le
lentiggini e le mie amiche dicono che sono
anche molto carina. sono alta, senza tacchi,
1,76.mi travesto da molti anni e quando
posso esco come trav con le mie amiche anche
in locali publici o in discoteca. sono bisex,
ma agli uomini preferisco le donne. vi voglio
raccontare la mia prima volta con un uomo.
era da qualche tempo che mi
girava questa idea per la testa, di solito
mi limito ad uscire per trascorrere semplicemente
una serata come una ragazza normale, ma
quella sera, un pò per caso mi accorsi
che era l'occasione giusta. erano le 3 del
mattino, avevo salutato le mie amiche ed
ero uscita nel grande parcheggio antistante
il locale. come al solito qualche curioso
si era voltato a guardarmi, ma io ero salita
in macchina senza reggere gli sguardi decisa
ad andarmene a casa.
mi piace il nero e quando
mi travesto uso solo quel colore, che fa
risaltare la mia carnagione liscia e bianchissima.
avevo una minigonna nera una camicetta nera
quasi trasparente che lasciava intravedere
il reggiseno, che non ho bisogno di gonfiare
vistò che chissà perchè,
forse destino, ho sempre avuto un pò
di seno già di mio, non sono affatto
muscolosa, ne grassa. mi basta usare un
reggiseno di quelli in vendita già
imbottiti per le ragazze poco fornite.
portavo in oltre stivali di
pelle neri fino alle ginocchia.
stavo facendo manovra quando
vicino a me si accosta una macchina, avevo
il finestrino abassato e potevo vedere il
guidatore. un bel ragazzo, che senza troppi
problemi mi stava offrendo di divertirmi
con lui. qualcosa dentro me è scattata.
ho parcheggiato dinuovo e sono uscita dalla
macchina per avvicinarmi alla sua. una volta
giunta al finestrino mi sono abassata e
senza parlare ho lasciato che fosse lui
a farlo per me. "Ti va di assaggiare
un bel cazzo duro?"
ok dissi io, girai e salii
al suo fianco, la mia eccitazione era alle
stelle, mi sentivo una pazza ma sapevo che
prima o poi lo dovevo fare. ci apartammo
sotto degli alberi poco distante dal parcheggio,
nessuno ci poteva vedere.
porto sempre con me un preservativo,
lo infilo negli stivali, non si sa mai.
lo sfilai e glielo porsi, lui nel frattempo
si era gia sbottonato e lo aveva tirato
fuori, aveva davvero un bel cazzo, mi chinai
verso di lui e cominciai a spompinarlo accarezzandogli
le palle propio come so che piace a me.
lui intanto con la mano destra si era infilato
sotto la minigonna e scostando le mutandine,
stava giocando col mio buchino, sentivo
le sue dita dentro di me, mi sentivo una
donna come mai mi era sucesso prima. sono
andata avanti così per 5 minuti,
riconosco che non ero molto pratica."
ti posso inculare?"
non avevo preso in considerazione
questa possibilità e la cosa mi stava
facendo eccitare ancora di più.
sfilai le mutandine, abbassai
il mio schienale e lasciai che lui si infilasse
tra le mie gambe. doveva essere più
pratico di me perchè mi afferrò
per i fianchi e mi fece scivolare in basso,
dopo di che mi guidò le gambe ben
larghe sul cruscotto, era tutto pronto,
non credevo sarebbe entrato molto facilmente,
invece ci riuscì in un attimo, il
suo cazzo era molto duro e il mio ano era
stato ben preparato con quel giochino che
mi aveva fatto con le dita. era doloroso,
ma ho cercato di reggere più che
potevo, sentivo il suo fiato sul collo,
la sua ombra maestosa su di me, ero il suo
gioco e io per ricompensarlo mi ero abassata
il reggiseno e avevo messo in mostra il
mio seno piccolo ma morbido, dai capezzoli
rosei e prominentii. forse nemmeno lui si
aspettava di trovare due tettine, si sfilò
,dal mio ano e abassandosi ci si buttò
sopra affondandoci la faccia, palpandomelo,
succhiandomi i capezzoli. si rimise sul
suo sedile e mi chiese di finire il lavoretto
con la bocca, gli fec i però cambiare
il preservativo e mi ributtai con le mie
labbra morbide, femminili sul suo cazzo,
solo che adesso alternava il giochetto all'ano
con il massaggio alle mie tette finchè
non ho sentito il preservativo gonfiarsi
e diventare caldo sulla mia lingua, era
venuto.
ci siamo scambiati un lungo
bacio dopo di chè sono scesa dall'auto
e a piedi sono ritornata al parcheggio vicino,
dove c'era la mia. camminando finivo di
sistemarmi le mutandine e la gonna, i miei
passi risuonavano chiaramente. mi sono sentita
una puttanella, come in fondo era, ma mi
ero tolta una soddisfazione.
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