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Confessioni
BigShots - Il Nuovo Forum

Una mattina sull'autobus

di Anonima Conosciuta

Ciao a tutti, sono una studentessa e voglio raccontarvi una cosa che mi è successa una mattina sull'autobus, che prendo quotidianamente per andare all'università. Premetto che il n. 54 è sempre pieno e si sta stretti come sardine. Quel giorno non era particolarmente freddo e decisi di indossare, al posto dei soliti jeans, la minigonna con delle calze velate, nonostante fosse dicembre, ma avevo l'esame di matematica e volevo strappare un bel voto al giovane assistente nonostante la mia preparazione molto scarsa. Appena salita sull'autobus mi ritrovai stretta fra una signora obesa e le sue borse della spesa davanti, un ragazzetto con lo zaino alla mia destra, il finestrino alla mia sinistra e non so chi dietro. Il percorso che porta all'università non è molto corto, considerando anche le fermate, ci impiego una ventina di minuti. Ad un certo punto durante il tragitto sento qualcosa sfiorarmi il sedere; penso alla borsa o alla cartella di qualcuno e non ci faccio caso , capita, continuo a guardare dritto di fronte a me. Ma la "cosa" spinge sempre più insistentemente dietro al mio sedere, ma non ho il coraggio di girarmi, anche perchè la signora obesa di fronte mi guarda fisso. Sento sollevare di poco il gonnellino, e una mano gelida che mi accarezza una natica; non so se essere incazzata oppure no. Unbrivido mi percorre la schiena e avverto nitidamente il pene di un uomo appoggiato al mio sedere, che si muove sinuosamente e insistentemente fino a diventare sempre più grosso. Le mutandine pian piano diventano sempre più umide e istintivamente allargo le gambe ... nessuno sembra accorgersi della scena, tanto siamo stretti. Alla fermata, l'uomo dietro di me scende e io resto lì in piedi con le gambe semiaperte e una voglia immensa di godere. Siamo quasi alla fine del percorso e l'autobus si è quasi svuotato ... mi dirigo verso il sedile nell'ultima fila e mi siedo; di fianco a me non c'è nessuno e nemmeno di lato, ma davanti ci sono ancora p asseggeri, ma la voglia ormai si è impossessata di me. Mi sfilo il giubbetto e lo appoggio sopra le gambe e l'avambraccio destro sotto ... allargo le gambe e mi accarezzo il pube; i collant sono madidi dei miei umori e non oso immaginare le mutandine, praticamente da strizzare. Metto la mano nei collant, scosto di lato le mutandine e inizio a masturbarmi ... in viso sono rossa e cerco di trattenere i gemiti per non fare accorgere gli altri. Il dito medio si muove faticosamente data la compressione dei collant e non posso nemmeno tanto muovere il bacino nè fare rumore ... titillo il clitoride a più non posso, fino a che mi fa male ma non mi fermo, fino a quando sento un calore fortissimo al basso ventre. Allora affondo tre dita nella vagina e le muovo velocemente su e giù, il tutto sempre sotto al giubbetto. Godo da matti ma non posso urlare e cerco di reprimere l'orgasmo nella mia bocca, soffocandolo. Tolgo la mano dalle mutandine, mi ricompongo, rimetto il giubbetto, è arri vato il momento di scendere. Sono completamente stravolta ma soddisfatta; cammino con il freddo pungente che mi attraversa i collant e le mutandine completamente bagnate, facendomi provare dei brividi continui.

Ah l'esame poi l'ho superato, ho preso un bel 28; l'assistente mi ha riconsegnato il libretto quasi sussurrandomi: "Ti saresti meritata un diciotto scarso, ma hai un culo da favola che vale almeno dieci punti in più. Non mi ero mai fatto una sega su un'autobus. Grazie." E io risposi, fra l'incredulo e il compiaciuto risposi "Nemmeno io", lanciandogli un'occhiata maliziosa.

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