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Puntini. Puntini aerei, impalpabili, un po' come se li immaginavano gli antichi greci. Puntini che formano un tessuto, un tessuto-non-tessuto di aeree informazioni, che mi entrano dentro e si perdono.
L'odore della pioggia, dell'umido pianto del cielo che risveglia la terra o l'annega, si mischia agli odori della città: i gas intestinali delle automobili, il pane di una panetteria, lo zolfo sui marciapiedi, la merda di un cane, la scia oleosa di dopobarba di un colletto bianco, la cartoleria, l'odore di carta intonsa, di libri nuovi, di sudore stantio del cartolaio, il barbiere, odore di lacca, il profumo fruttato del gel e dello shampoo, l'odore pungente delle frizioni, il fruttivendolo, coacervo di meleperebananearancemeloniangurie.
E poi l'odore della povertà, l'odore dei finti ricchi, l'odore dei platani sofferenti. L'odore di casa, di bistecca impanata, di mobili lucidati, di lenzuola pulite, della canfora nei cassetti, l'odore della mamma quando ti abbracciava dopo che avevi pianto. Fredda tecnologia che sa un po' di bruciato, un po' di plastica, un po' di nuovo sempre.
L'odore dell'estate, dell'erba appena tagliata, del fieno che secca, di sudore fresco, l'odore del mare, il puzzo di pesce morto, la crema solare e il doposole. L'odore dei suoi capelli, il suo alito, l'odore dell'eccitazione delle sue cosce in fiamme, la sua pelle al buio come un abbraccio di fumo-profumo, i corpi sudati, l'orgasmo, umori resi celebri dalla condivisione di qualcosa, che sia o non sia.
E il giorno dopo il profumo della pelle di lei addosso: timidi tunnel, wormhole sinaptici, che ti riportano là, l'odore dei suoi capelli, il suo alito... l'odore dell'amore, odore che non sai descrivere ma che riconosci tra le sue braccia, e che ti ritrovi a sognare ancora, e ancora, e ancora, l'odore freddo dell'odio che sa di ferro, di sangue, di medicina cattiva, l'odore della morte, intenso di fiori, di terra smossa, di lacrime, di incenso, di cose vecchie e dimenticate.
L'occhio ci può tradire, ci può forviare, ci può far vedere solo cose che vogliamo vedere. Il naso no. Buonocattivosanguemerdadoloreamoremorte sono lì, scritti nell'aria davanti a noi, e a volte non ci accorgiamo neanche di leggerli.
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