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Tardo pomeriggio di mezz'estate... lame di sole fendono l'aria di questa stanza nella penombra e formano ombre danzanti all'ondeggiare aereo dell'afa sospinta dalle pale del ventilatore al soffitto...
Il mondo entra con rumori ovattati e stanchi dalle finestre aperte... disteso sul letto, riposi, scompostamente abbandonato tra le lenzuola, inconsapevole della mia presenza silenziosa...
Ti guardo così... indifeso... se chiudo gli occhi la tua essenza si fa tangibile, è forte l'odore che il tuo corpo accaldato sprigiona mescolandosi al profumo del bucato steso fuori al sole... penetri nella mia pancia.
Mi avvicino, piano... voglio riempirmi gli occhi di te... le mie dita diventano piume ed iniziano a disegnarti arabeschi leggeri sulla pancia... un fruscio di muscoli appena accennato sotto la pelle mi fa capire che il tuo sesto senso si è destato... ma tu continui a dormire, impassibile... e fintamente indifferente al mio tocco...
Mi abbasso a baciare quel ventre impudentemente esposto... la lingua piano risale dall'ombelico al collo, avida del tuo sapore, lasciando una scia lucente dietro di sé... su quella scia il mio fiato ridiscende piano, regalandoti un lungo brivido freddo che spezza la monotonia di quest'arsura implacabile... le mani si fermano sul tuo petto a giocare con capezzoli timidi, nascosti un poco dal pelo ma che, maliziosi, mi guardano e implorano: "Prendici...!"
Con la punta della lingua li circondo... prima uno, dopo l'altro... non mentivano e rispondono... tu, invece, continui a dormire... se non fosse per il fatto che ti ho visto artigliare lentamente la stoffa dal lenzuolo con le dita, ci crederei che dormi... continuo a stuzzicare i capezzoli e lentamente sento il tuo braccio avvolgermi i fianchi... la tua mano scivola piano lungo una coscia fino al ginocchio per poi risalire accarezzando l'interno, furtiva... ti imito e il dorso della mano scorre verso il basso a solleticarti il fianco, senza mai lasciare il contatto, mentre la mia bocca sale sul collo... un piccolo morso leggero ti strappa un sospiro roco... mi piace sentire che fai le fusa come un gatto... non ti ho ancora toccato e tu dormi... ma la tua mano si insinua laddove un dormiente non si incamminerebbe mai da solo... ti seguo... una danza di dita, le mie e le tue, si incontrano nell'umido caldo e vischioso del mio sesso... ma tu dormi... ritraggo la mano e con un dito impregnato ti impiastriccio le labbra di me e poi ti bacio... finalmente apri gli occhi e mi guardi, con quello sguardo che mi fa morire... ti sorrido, ti ribacio e...:"Sono di turno stasera... devo andare...". Te lo dico in un soffio, vicino all'orecchio, un attimo prima di succhiarti il lobo... poi mi allontano rapida, prima che tu possa comprenderlo e fermarmi...
"Ti odio" è la sola cosa che riesci a dire con la voce spezzata... "Non puoi odiarmi ora" rispondo "tu stai dormendo...".
E al tuo risveglio, di me, riscoprirai il sapore di un bacio in punta di dita...
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