| In una società più
libera e frenetica come quella di oggi, sempre
più repentini sono i cambiamenti comportamentali
e sempre maggiori sono il numero di “studi”
che analizzano l’evolversi del “LifeStyle”.
E in un argomento come quello “sessuale”
in un Paese ricco di stereotipi (come quello italiano,
dove ancora c’è chi crede che il
maschio tipico sia un latin lover tutto muscoli
e la donna un represso angelo del focolare), si
possono scoprire numerose sorprese..
Innanzitutto non vi è più
come si credeva una volta una differenza di genere
nella propensione al tradimento: le donne tradiscono
quasi quanto gli uomini, e la trasgressione familiare
non è più considerata un disonore
di maggiore entità. Anzi, le donne forse
proprio perché “si muovono”
in un campo nuovo, sono più propense ad
usare mezzi “innovativi”.
Da una ricerca, presentata dal
prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione
italiana psicologi e psichiatri cattolici italiani,
è emerso che in Italia sono circa tre milioni
le persone che passano il loro tempo a chattare
e tra questi, soprattutto donne.
Ed altri studi hanno evidenziato
come per il 90% delle persone che frequentano
le chatroom la motivazione di fondo, più
o meno consapevole, e di tipo sessuale.
Altro tabù che cade è
quello del “cornuto contento” che
non vuole rendersi conto delle “distrazioni”
del partner per un quieto vivere fatto di tanti
compromessi e poca sincerità. Infatti oggi
la consapevolezza è un valore e non più
una sciagura e “se mi tradisci me lo devi
dire”. A pensarla così è il
74% degli italiani, e soprattutto le donne (76%
delle intervistate).
Il tradimento però è
ancora considerano il sintomo di un rapporto giunto
al termine per il 61% degli italiani, ma ciò
che è cambiato, è che oggi sono
in maggioranza le donne a considerare il tradimento
il punto di non ritorno… altro che mammina/mogliettina
comprensiva e repressa!
Ma la sorpresa più grande
viene dal pruriginoso sondaggio che la Swg ha
posto agli italiani “scavando” in
un argomento che difficilmente viene affrontato
tra gli amici in fase di confidenze intime: “cosa
accade se un lui ti tradisce per un altro uomo
o una lei per un’altra donna?”. A
sorpresa il tradimento omosessuale è quello
che ferisce di meno il o la partner, forse tranquillizzati
dall’impossibilità di un confronto
diretto con il rivale. Mentre il tradimento eterosessuale
ferisce di più (per il 61% degli uomini
e il 48% delle donne) e di fronte ad una scappatella
omosessuale il 38% delle donne e il 24% degli
uomini si dichiara meno infastidito.
Dai diversi sondaggi sembra insomma
che sia definitivamente tramontata la monogamia
del passato e la famiglia di tipologia patriarcale
è un ricordo lontano. L'evasione sessuale
non è più un tabù e sempre
più coppie “salde” si dichiarano
aperte a vivere esperienze diverse, alla facile
portata di tutti grazie ad una società
più dinamica ed effervescente che permette
alla coppia momenti di arricchimento che salvano
dalla monotonia.
Ma c’è di più… sembra
necessario alla sopravvivenza del rapporto tenere
sempre in considerazione l'ombra del “terzo”,
che può facilmente “farsi concreto”
a causa di una società che ci “sovrastimola”
invitandoci continuante ad entrare in contatto
con gli altri, sia nell'ambito lavorativo che
in quello extralavorativo. Per rispondere ai nuovi
stimoli diventa essenziale sapersi ritagliare
(e concedere all’altro) dei momenti “propri”,
nell'arco della settimana, al di fuori di quelli
con il partner, consapevoli che la possibilità
del tradimento esiste ed è meglio affrontare
il problema dialogando piuttosto che nascondere
la testa nella sabbia come struzzi!
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