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Il mio primo trans

Mi presento, sono Paolo, 28 anni. Sono un uomo minuto, alto circa 1,60, ma in fondo non devo essere male, perché le mie conquiste femminili le ho sempre fatte. Ma questo non mi ha mai tolto il piacere di andare a puttane, che certo non è un piacere paragonabile a quello che può dare una donna"vera", ma a volte può essere un piacevole diversivo.
è notte, sono seduto alla guida della mia auto. Mi sto dirigendo verso quel viale, sì proprio quello, dove già altre volte avevo consumato rapporti con prostitute. Accostavo, contrattavo il prezzo, e poi saliva in macchina, raggiungevamo un posto isolato, per un fugace rapporto orale.
Da un lato mi faceva schifo, insomma, pagare una donna, non è il massimo della soddisfazione.
Come ogni volta mi sento un po' "sbagliato", e ho paura che qualcuno mi riconosca.
Ma che dico "come ogni volta"? No, oggi ancora di più!
Strano a dirsi, oggi questa vergogna mi piace, mi accorgo che si impossessa di me sempre di più.
Sono quasi arrivato, e come sempre penso se dovrei rinunciare e tornare indietro. Da un lato la vergogna, dall'altro l'eccitazione, potete immaginare chi vincesse di solito.
Ma oggi è diverso: la vergogna mi fa montare il desiderio, mi eccita ancor più dello stesso desiderio.
Sento una gran confusione nello stomaco, e penso che quello che voglio è essere umiliato. Mentre guido, penso a quali cose potrei fare per far aumentare quella umiliazione, per far qualcosa di estremamente perverso.
Potrei chiedere ad una di queste signore di leccarle lungamente i piedi. Già, lungamente, proprio quello che non si può fare in queste situazioni.
Se anche trovassi una che accettasse, tutto si risolverebbe in due leccate, e poi mi manderebbe via per dedicarsi al prossimo cliente.
Mentre penso queste cose, ormai sono arrivato al viale, e la sfilza di signorine era cominciata.
Procedo naturalmente con molta lentezza, in modo da poter ammirare queste bellezze, cercando quel qualcosa che mi attragga in modo particolare: una coscia lunga, un seno prosperoso, un viso dolce... cosa sarà che mi conquisterà questa volta?
Ed intanto sento sempre quella confusione allo stomaco, quella voglia di qualcosa di diverso. Non capisco, cos'è che desidero davvero?
Ad un certo punto, le signorine finiscono. Qui faccio sempre inversione per provare un altro giro, ma oggi no: sto tirando diritto.
Sento una voce dentro di me "No, Paolo, cosa stai facendo? Ci sono i trans qui, che cosa vuoi fare?"
Ormai ho capito cosa voglio. Per uno come me, che non ha mai potuto soffrire i finocchi, andare con un trans sarebbe il massimo dello squallore: proprio quello che voglio stasera! Voglio toccare il fondo! Penso che sarebbe la cosa più perversa che abbia mai fatto, farmi succhiare il cazzo da quello che in fondo è un uomo. Chissà se riuscirò a venire ugualmente.
E guardo dai finestrini questi corpi, ancora più belli di quelli delle prostitute. In fondo sarebbe come andare con una bellissima donna, che differenza fa se è un uomo? Una bocca è una bocca, e quando sarà chinata su di me io vedrò una parrucca, un corpo femminile... insomma, in fondo è la stessa cosa. Ormai ho deciso: stasera voglio un trans!
Ad un tratto, uno di questi trans mi colpisce. è alto (alta?) almeno 1.80, indossa una minigonna ridottissima, tanto che posso vedere il perizoma sottostante, e scendendo osservo le gambe perfette; un top aderentissimo, che copre due seni grandi e perfetti. Insomma, se esistesse una donna così sarebbe stupenda.
Mi avvicino, mi dice il prezzo, "Cento a casa mia", rispondo "Va bene, sali!", sale, metto in moto.
Non posso credere quanto è bella. Mi guarda con uno sguardo che fa crescere la mia eccitazione.
Mi chiede "è la prima volta che vieni con un trans?"
Non so cosa rispondere, mi esce un flebile "No, ...., è ... la prima volta". Dalla radio proviene la voce di Renato Zero, "E ogni volta dirò che è la prima volta, affidandomi al caso e alla mia incoscienza..." che ben si abbina alla mia risposta.
Lei mi guarda e ride. Perchè ride? Sento che sto diventando rosso, vorrei dire "No, davvero, è la prima volta!!!" ma so che sarei ancora più ridicolo.
Mi dice "Si vede proprio che sei un porcellino".
Saliamo in casa, una stanza carina, un ambiente pulito, certo è meglio che farlo in macchina.
Ci spogliamo, e subito lei scende con la bocca a succhiarmelo. Stupendo! è bravissima, ma si ferma subito: mi succhia giusto il tempo di togliersi il perizoma con la mano, poi si risolleva e mi guarda.
Guarda me, poi guarda il suo cazzo (più grande del mio), e mi dice "Dai, lo so che lo vuoi fare!"
Non ci posso credere, mi sta chiedendo di... va bene, ho voglia di essere umiliato, ma non so se voglio arrivare a tanto. Il fatto che me lo chieda però, sta facendo crescere la mia erezione, e lui se ne accorge e mi guarda ancora più fisso.
Sento un grande calore sulle guance, sto diventando rosso, cerco di dire "Ma sei matto?", ma la voce che mi esce non è la mia, è quella flebile e femminile di una verginella che ha già deciso, ma che vuole farsi pregare ancora un po'. Quante volte avevo sentito quella voce, visto quel rossore nelle mie conquiste femminili. Quella voce era quella che mi diceva "Vai così, ce l'hai fatta!".
Già, ma questa volta, sono io che sto vacillando. A questo pensiero, istintivamente abbasso lo sguardo, il che non migliora certo la mia posizione.
Nel frattempo, questi pensieri mi stanno portando l'erezione al massimo, come neanche l'accenno di pompino ricevuto era riuscito a fare, e lui se ne accorge.
Dopo un attimo, sento che mi prende per i capelli, e mi tira con lentezza la testa dove vuole lui. Io faccio un po' di resistenza, lui è molto delicato, certo non rischia di farmi male, ma io mi sento umiliato all'inverosimile, in fondo è quello che voglio, e penso SÌ!
Ma non lo penso solo, questa parola esce proprio dalla mia bocca, chiarissima. Era quello che voleva sentire, e mi dice "Lo sapevo che quello che volevi era il mio cazzo!", e tira i capelli un po' più forte, ed io cedo, certo avrei potuto resistere, ma la mia volontà era sempre più debole.
Ora sono con la faccia ad un centimetro dal suo pacco, e sono colpito dall'odore, Non so bene cosa fare, e comincio a dare dei lievi bacini prima sulla base, poi salgo, faccio lo scalino, arrivo sulla punta, riscendo.
Mi dice "lecca bene, puttana!". Penso, "ma come, puttana a me?". E penso che in fondo questa persona avrebbe potuto farmi rapidamente un pompino, magari farsi inculare, ed andare rapidamente dal prossimo cliente, invece sceglie di farsi succhiare da me. Non mi sento più come quando vado a puttane, ma come quando ho un rapporto regolare con una donna. è incredibile, nonostante l'atto assurdo che sto compiendo, mi sento orgoglioso di essere desiderato.
Come mi chiede, tiro fuori la punta della lingua, e comincio a leccare, penso a tutte le cose che mi piacciono di più quando ricevo un pompino, e allora comincio a leccare lentamente il buchino, poi tutto attorno, e quando arrivo allo scalino faccio più volte tutto il giro. Quello che mi interessa non è più il mio piacere a questo punto, voglio far godere chi in questo momento mi sta desiderando.
Lui mi tira uno schiaffo leggerissimo sulla guancia e mi dice "adesso succhialo". E di nuovo dalla mia bocca, su cui mi sembra di non avere più controllo, esce un Sì! Ma non un sì rassegnato, o sottomesso: un sì soddisfatto, un sì che chiede di più.
Allora lui mi prende nuovamente per i capelli, e posiziona la mia bocca proprio sopra la punta, e so cosa devo fare. Ho ancora un momento di esitazione, tengo le labbra strette, ho paura, un momento di indecisione, e lui mi da' un altro schiaffo, questa volta un pochino più forte, "Ti ho detto di succhiare!". Non ci penso neanche a rifiutare, un altro sì a questo punto sarebbe pleonastico, mi resta solo da aprire la bocca ed accoglierlo.
è ancora abbastanza mollo. Penso quanto mi piace che una donna lo prenda tutto in bocca, ci voglio provare. Apro la bocca più possibile, e scendo lentamente con le labbra sull'asta. Ho l'impressione di vomitare, mi trattengo, risalgo. Ricomincio a scendere lentamente, arrivo al massimo e mi fermo.
Lui dice "Sei proprio bravo con i cazzi, chissà quanti ne hai succhiati".
Istintivamente faccio segno di no con la testa, non penso neanche più che ho il suo cazzo tra le labbra, il movimento gli piace, si eccita e contemporaneamente ride.
Sento il cazzo che cresce nella mia bocca, è una sensazione bellissima.
Comincio ad andare su e giù, e comincio anche a succhiare.
Ormai è al massimo, io cerco di tenerlo fuori dalla mia gola, ma lui mi prende nuovamente i capelli e mi spinge più giù. Non ci penso neanche a ribellarmi, è una sensazione bellissima, voglio farlo godere. Ad un certo punto mi prende i capelli con due mani, e mi infilza la bocca fino in fondo. Mi sforzo di trattenere i conati, mi accorgo che non respiro, ma mi tira su subito. Sempre prendendomi per i capelli, porta la mia faccia di fronte alla sua.
"Sei un bravissimo pompinaro, meriti un premio, vuoi che te lo metta nel culo?"
Cerco di rispondere "TU... nel culo?... a me?!?", ma ormai la mia volontà è completamente annientata. Arrossisco ancora.
Ora che mi aveva risollevato la vedevo in faccia, e mi sembrava nuovamente di stare con una donna, come si fa a dire di no ad una donna che ti chiede qualcosa di perverso?
Nel frattempo, lei si mette rapidamente il preservativo (ho già rischiato fin troppo), poi scende e me lo succhia altri due secondi, lasciandomi più voglia di prima. Poi scende, e comincia a leccare le palle, e poi scende ancora fino al mio culetto. Mi lecca il buco, è bellissimo, sento la lingua che fa dei guizzi all'interno.
Sono a pancia in su, lei risale a mordicchiarmi i capezzoli, poi sale ancora e mi guarda negli occhi, intanto con la mano punta il cazzo contro il mio buchino.
Lei comincia a baciarmi sulle guance, poi sulle labbra. I miei occhi vedono una donna bellissima, non vogliono sapere altro. Il mio culo ha un cazzo che sta entrando, ma non mi interessa, penso solo a baciarla. La bacio a fior di labbra, tante volte, poi la cerco con la lingua, lei risponde, sto bene.
Comincio a sentire un po’ di dolore, la penetrazione è appena cominciata, lei mi guarda con aria provocante. Poi, un colpo secco, un dolore terribile, come se mi squartasse. è entrato tutto. "Fa male!" urlo. "Rilassati, se ti rilassi non fa più male". Cerco di calmarmi, fa ancora malissimo, lei mi aiuta baciandomi dolcemente, e finalmente il dolore diventa sopportabile, anche se sempre fortissimo. Comincia a dare delle spinte, ed ogni volta il dolore aumenta, ma lei dolcissima è su di me, mi bacia, mi morde le labbra, mi lecca un orecchio, mi succhia il collo, è tutto bellissimo. Non mi importa niente del dolore, voglio solo dare più piacere possibile per ringraziare delle bellissime sensazioni che sto provando.
Va sempre più veloce, ogni colpo mi fa sobbalzare. Allunga una mano e mi prende il cazzo, comincia a masturbarmi ma continua a dare colpi, sempre più forte, finché sento qualcosa di diverso, ebbene sì, sta venendo.
Viene, e si accascia su di me, la cosa che mi viene più spontanea è abbracciarlo fortissimo.
Con la mano continua il suo eccellente lavoro. Chiedo se vuole farmi venire con la bocca, mi risponde "Non preferiresti venire con il mio cazzo nel culo?". Non me la sento di dire di no, anche perchè ormai sono quasi venuto, e l'idea di continuare a provare quel po’ di dolore mentre godo non mi dispiace.
Così lei continua a masturbarmi, ed intanto mi bacia la bocca appassionatamente. Non penso più a niente, sento il piacere che sale e finalmente vengo sulla mia pancia.
Si stringe a me, mi guarda negli occhi e mi sorride. Con mia sorpresa, mette un dito nel mio sperma, e poi lo porta alla mia bocca. Oramai può fare quello che vuole di me, apro la bocca e succhio il dito avidamente, provando per la prima volta questo gusto. Continua, finché la mia pancia non è completamente pulita.
Mi chiede "Davvero è la prima volta che offri il tuo culo?" Io rispondo di sì, e che anche per succhiare il cazzo è stata la prima volta.
"Ma ti è piaciuto?"
"Certo che mi è piaciuto, è stato stupendo."
Mi sorride e mi dice "Allora ho un regalo per te. Ti andrebbe di passare la notte qui?"

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