Il cappuccino fuma. Anna si fa riempire volentieri il naso da quel vapore così avvolgente. L’odore fresco della prima mattina nella cucina dall’animo caldo e una colazione intima le mettono brividi di eccitazione. Con le dita sfiora la liscia chioma bionda, con l’altra mano si accarezza le cosce. Anna indossa un delizioso accappatoio corto rosa e sotto nulla. Pensa come sia bello e appagante fare l’amore appena svegli, quando mente e corpo sono rilassati. Con orgoglio sente la sua pelle morbida e vellutata piacevolmente tonificata. Immagina di lasciarsi andare con Marco proprio in cucina. Lui tra poco si alzerà e alle 10 è atteso da un’importante riunione di lavoro fuori città: deve essere puntuale e brillante.
L’orologio segna le 8,15 e sul volto di Anna si legge rassegnazione. “Perché la vita con le sue regole - riflette - toglie all’uomo molte occasioni per renderlo felice?” Come un film da lei visto già molte volte, ora Marco si leverà dal letto, si laverà, si vestirà, consumerà una frugale colazione e darà alla sua compagna un fugace bacio sulle labbra. Appena i titoli di coda attraversano la mente di Anna, l’uomo entra nella stanza si siede sopra il tavolo davanti a lei, le accarezza i capelli massaggiandole la nuca. “Cazzo non sto sognando - pensa la donna - Al diavolo anche il cappuccino!” E con un movimento deciso sposta la tazza ancora bollente. Marco si piega verso la donna e il suo accappatoio si apre rivelando la muscolatura in tensione e un paio di slip neri.
Le labbra si uniscono con una pressione sempre maggiore; le lingue si attorcigliano e la passione sale. Anna accarezza il petto villoso di Marco e lui si dispone di fronte a lei, sempre seduto sul tavolo. La donna si alza e con la punta della lingua si muove sul suo mento e poi scende sul collo, mentre con la mano massaggia molto dolcemente il cazzo da sopra gli slip: su e giù con un movimento quasi impercettibile. Anna bacia il petto, succhia i capezzoli, poi scende piegandosi nuovamente sulla sedia: sfiora l’addome e poi affonda la lingua fra le pieghe dei suoi muscoli e intanto fa scivolare giù gli slip dell’uomo.
Lo prende in mano stringendolo un po’ e poi lo muove su e giù con molta dolcezza. Marco inarca la schiena, geme, sente il sangue caldo riempirgli le vene e stringe la mano fra i capelli di lei. Il cazzo diventa grande e duro, Anna lecca un po’ i coglioni e l’eccitazione di entrambi cresce come un’improvvisa fiamma. La lingua della donna sale guizzante come quella d’un serpente e assapora il sesso di Marco, si sofferma sul filetto e poi sull’orifizio. “Aaaahhhh – rantola l’uomo – in preda ad una forte sensazione”.
Anna succhia la cappella con una pressione sempre maggiore e poi prende il cazzo tutto in bocca e lo fa scivolare con un ritmo sincopato fra le sue labbra. Con le mani scosta l’accappatoio rosa e sfila il tanga fucsia. Si alza dalla sedia e Marco l’aiuta a salire su di lui, lasciandosi andare fino a distendersi lungo tutta la superficie del tavolo. Anna si sente splendida e trionfale sopra il suo meraviglioso compagno. Con un colpo di reni deciso affonda su quel membro eretto come un capitano impettito, che cavalca ora con impeto, ora con sublime dolcezza, ora stringendolo in una morsa esasperante. Sente il piacere avanzare come un’ombra lunga nella notte, inghiottire ogni pensiero e farsi strada nella sua testa.
Marco è sconvolto. Le sue mani stringono disperatamente le natiche di lei e più forte stringono più è evidente come voglia possedere colei che le sta regalando così tanto godimento. Ora Anna si alza e affonda, rimane ferma, poi si rialza e riaffonda: ripete il movimento come fosse un martello che fissa un chiodo nel cervello di lui. L’ossessione manda in delirio Marco. Il suo godimento è un treno che deraglia. Per Anna è quel sottile piacere di un capriccio mattutino.