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Virtualreale
di Anonimo

Anna non sapeva cosa fare quella sera, aprì la chat per noia pronta a chiuderla subito dopo, per assenza di cose da dire.
Ma squalo subito la bloccò chiedendole.. “Cosa ne pensi di questa vita che ci offre tante opportunità e noi non ce ne accorgiamo nemmeno?”
Intesa immediata e rapporto in chat vissuto molto intensamente.Lui e aveva dato subito quell’intensità mentale che lei cercava, tra chat, mail e poi sms e telefonate
Sesso on line con commozione, lacrime agli occhi e senso di intimità provato come se fosse stata una scopata vera, per Anna questa era la trasgressione, la sua unica trasgressione, essendo lui sposato, con figli, lontano.
Essendo lei sposata, con figli, lontana da lui eppure così vicina.
Impazziva per quest’uomo.
Con certezza sapeva che sarebbe arrivata anche un’intimità fisica, lo sapeva e basta, senza certezze, lei che mai aveva messo le corna a suo marito aveva scelto di vivere la sua trasgressione.
Aveva scelto lui per farlo.
Avevano deciso di incontrarsi nella casa al mare di lei a lontanissima da casa di Anna. Squalo sarebbe arrivato in veste di giardiniere qualsiasi, ma poi avrebbe chiuso la porta alle sue spalle e lei sarebbe diventata la sua amante lì sul tappeto in ingresso Lei aveva la certezza che sarebbe stato così. L’idea trasgressiva stava anche in questo, nel premeditare tutto.
Pensava a tutto questo anche mentre il suo treno percorreva mezza Italia per raggiungerlo, mentre tremava all’emozione di quell’incontro con un uomo tanto conosciuto mentalmente ma così estraneo fisicamente. Di che sapeva la sua pelle? Cosa avrebbe provato sfiorandolo, toccandolo, baciandolo?… Come era il suo cazzo? Che avrebbe provato cercandolo con la mano, portandoselo alle labbra, succhiandolo, ingoiandolo, infilandoselo dentro?
L’unica assurda certezza era quella di voler farlo godere, di arrivare all’epilogo di tante chat sull’orlo della masturbazione… amore virtuale mai consumato però, perché quel desiderio doveva conservarsi intatto, enorme, pronto a scoppiare nella realtà.
I pensieri la eccitavano già lì sul treno, irroravano la sua fica di umori e lei si sentiva colare, mentre le si riempivano gli slip e le accelerava il respiro.Indossava un paio di slip di velo nero, totalmente trasparenti e con reggicalze, calze nere. Scelte appositamente per lui, sentiva forte la voglia di scopare, voleva Squalo e lo voleva comunque fosse…Se lo era trovato davanti, senza pensarci, inesorabilmente apparso, quest’uomo sorridente, alto, col capello un po’ lungo e con uno sguardo intenso, a fiato sospeso.
Che strano non avere segreti per una persona in realtà così nuova e sconosciuta, potenza della rete!
Il primo contatto fu nell’abbraccio istintivo e immediato, nella volontà di non staccarsi, nell’ardore di Squalo nel decidere di cercare subito la sua bocca, nell’abbandono di Anna…
Il bacio intenso, in esplorazione dell’altro, coi sensi concentrati sul reciproco odore, per poi assaggiarlo con la lingua, gli occhi socchiusi in bilico tra il lasciarsi andare all’eccitazione e il voler riempire lo sguardo dell’altrui viso.
Le mani di Anna si perdevano tra i capelli di Squalo, mentre lui la cingeva a sé e le esplorava di carezze la schiena, i glutei e le cosce mentre i respiri si affannavano, il cazzo gli scoppiava, la fica le pulsava e diventava una necessità imperiosa.
Anna sentiva l’onda dei suoi umori, percepiva il sesso di Squalo gonfio d’eccitazione e spasimava a sentirlo dentro di sé. Voleva la penetrazione, voleva che la prendesse su due piedi.Lui infilò le mani brucianti sotto la maglietta, le sollevò il reggiseno, allontanandola di poco da lui per guardarla… Cristo sembrava si riempisse lo sguardo di lei.
Le aveva baciato e pizzicato i capezzoli tanto intensamente da farla gemere, mentre lei lo guardava inginocchiarsi, gli accarezzava i capelli e lui assaggiava con piccoli colpi di lingua i suoi seni.
Scopiamo le aveva detto sollevandole la gonna, scoprendole il reggicalze e quello slip velato e trasparente che le mostrava la sua fica depilata per l’occasione. Lui le aveva confessato che era una sua fantasia quella della depilazione, mai realizzata con nessuna donna, e lei gliela serviva in un piatto d’argento come lui la desiderava. Ci si era tuffato sulla sua fica liscia, prima leccando l’umore attraverso lo slip, poi anche dalle dita di lei che lo raccoglieva e glielo porgeva, miele che colava lungo le coscie e di cui lui si saziava.
Sfilarle quello slip era come aprire le porte del paradiso, mentre lei cercava di sbottonargli i pantaloni e cercava col fiato sospeso quel cazzo che tanto in quel momento voleva dentro di sé.
Quel cazzo dalla punta già bagnata, che Anna si era chinata ad assaggiare, infilandosi la punta in bocca e assaporandolo a lungo, mentre Squalo scoppiava d’eccitazione a guardarla china e piena di lui… stava per sborrarle in bocca e non voleva farlo così, voleva averla sua nel congiungimento dei sessi.
Lui all’improvviso la fotografò, con una polaroid, e le mise avanti agli occhi la foto del viso di lei con la punta del cazzo in bocca, facendola eccitare ancora di più.
La prese in braccio facendola sedere sul tavolo della cucina… versandole del latte direttamente dal cartone sulla bocca di Anna, osservando il latte che colava sul mento e tra i seni fino alla figa, bagnandola ancora di più.
Poi Squalo in prese il suo cazzo in mano e restando in piedi iniziò a strofinarne la punta sul clitoride e facendola gemere di piacere… poi puntando dritto a penetrarla, piano ma implacabile, riempiendola con il suo cazzo e guardandola sussultare.
Erano stati un tempo indecifrabile così immobili, cortissimo e lunghissimo, non lo sapevano, lei piena di lui, lui sentendola sua. Avevano iniziato a muoversi l’uno verso l’altro, ad imprimere ritmo alle spinte, lei ad inarcarsi per sentire le palle, sentirsi più piena, lui ad affondare implacabile il suo cazzo, per portarla a godere, sempre più forte, sempre più in fondo, sempre più gemendo…
Non avevano mai provato un simile stordimento e lui desiderava riempirla del suo seme e sentirla urlare di piacere… Lei gli sussurrava che voleva sentire la fica piena della sua sborra.
E al culmine delle spinte, sull’orlo dell’orgasmo si era sentita inondare di liquido caldo. mentre lui veniva dentro di lei e lei a sua volta non tratteneva più le scosse dell’involontarie della sua fica e gli urli di piacere…
Più tardi Anna si era ritrovata sulle sue ginocchia, con il viso nascosto sul suo collo, in mezzo ai baci reciproci, dopo l’amore e con i loro sessi palpitanti ma pronti a ricominciare.
Squalo istintivamente la consoceva bene, sapeva che voleva molto, voleva la sua sborra in bocca… voleva che le schizzasse il viso… voleva per la prima volta che lui le riempisse il culo col suo cazzo
E lui non aspettava altro che di soddisfare la sua donna virtualreale…

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