NETWORK
 

Racconti Erotici
BigShots - Il Nuovo Forum

Chi è G?

di Amo solo l'estate

PREMESSA
A 18 anni G non si sentiva ancora una donna. Il suo corpo era maturo ormai da tempo, ma lei riusciva, senza volerlo, a nasconderlo molto bene. A casa la trattavano come una bambina e lei non aveva mai fatto niente per ritagliarsi un ruolo diverso. Le sue amiche avevano già avuto diverse storie d'amore e raccontavano con molto entusiasmo le loro avventure con uomini e ragazzini. Le sembrava del tutto naturale che loro, sue coetanee, avessero rapporti sessuali: avevano l'età per farlo. Lei invece era ancora troppo giovane. Aveva aspettato con molta ansia l'arrivo dell'estate perché quell'anno sarebbe andata a stare a casa di Anna, la sorella di sua madre, ancora molto giovane e bella. Erano grandi amiche ed Anna le aveva dato sempre più amore di quanto ne avesse concesso a chiunque altro. Anna era stata per G una seconda madre, una sorella ed un'amica. Una volta G aveva anche sognato di stringere il suo grande seno e baciarle i capezzoli; era stata soltanto una breve immagine nata improvvisamente che le aveva donato però tanta dolcezza. Quando si risvegliò, non ne fu affatto turbata. Sapeva che era stato soltanto il frutto del suo amore e che nulla aveva a che fare con il sesso. Anche Anna, come la madre, era molto premurosa con lei e la sua forza, il suo carisma, la naturalezza con cui riusciva a farsi amare e desiderare da tutti, provocava in G ammirazione e soggezione che alimentavano ancora di più la percezione di sé come immatura adolescente.

Arrivò di mattina presto alla stazione, raccolse i suoi bagagli e scese dal treno guardandosi intorno. Anna era già lì, aveva osservato da lontano l'agitazione e tutta la confusione con cui G aveva abbandonato il treno. Era divertita ed il suo splendido sorriso riempì G di gioia. Si abbracciarono e raggiunsero la villa di Anna, meravigliosa, profumata e solare come lei.

ANNA E IL SUO AMANTE
Quella sera Anna era impegnata. Doveva incontrare una persona per questioni di lavoro: era consulente in comunicazione e marketing. G doveva ancora sistemare le sue cose ed Anna le aveva consigliato di andare subito a dormire perché il giorno dopo dovevano svegliarsi presto. Si salutarono, si diedero la buona notte e G salì nella sua stanza, che era ad un piano superiore, mentre Anna rimase a lavorare al piano di sotto. G però decise di aspettare, sperava di poter chiacchierare ancora un po' con Anna, magari nel suo grande letto dove spesso aveva dormito quando era più piccola. Purtroppo il colloquio di lavoro sembrava durare più del solito e G decise di scendere a dare un'occhiata. Uscita dalla sua stanza vide la camera da letto di Anna fiocamente illuminata e la porta socchiusa. Stava per precipitarsi da lei quando capì che non era sola. Per un breve istante rimase a pensare e poi, senza sapere neanche per quale motivo lo stesse facendo, si diresse silenziosamente verso quello spiraglio di luce che illuminava debolmente il grande corridoio. Il cuore le batteva forte, sapeva di correre il rischio di essere sorpresa, ma la curiosità di guardare, di capire cosa volesse dire davvero fare l'amore, la spinsero a proseguire. La camera da letto era piena di specchi e così non fu difficile per G avere una visuale perfetta di tutto ciò che stava accadendo dentro. Nel letto non c'era nessuno, ma più in là, ancora in piedi, ma con il busto poggiato su un grande comò, c'era Anna. Non era completamente nuda. Neanche lui lo era. Come non avevano avuto il tempo di raggiungere il letto, così non avevano voluto neanche aspettare di spogliarsi. Il grande morbido seno di Anna si agitava però libero, seguendo il ritmo dei colpi che lui sferrava con molta forza. Le ritornarono in mente le parole di una sua amica: "fatti scopare da dietro se vuoi davvero godere". Presa dal movimento dello splendido e carnoso corpo di Anna, G non aveva ancora osservato l'uomo con attenzione. Seguendo il profilo di Anna, si soffermò prima sulla parte del suo pene che entrava ed usciva violentemente dal sesso della sua amica. Ad ogni colpo l'uomo faceva urtare intenzionalmente il suo bacino contro le natiche della donna che sembravano quasi ripetutamente schiaffeggiate. A volte afferrava nelle sue mani il seno di lei: prima lo stringeva con forza per goderne la morbidezza e poi lo accarezzava dolcemente pizzicandone i capezzoli per restituire alla donna il piacere ricevuto. Finalmente G spostò lo sguardo sul volto di lui. Era giovane, aveva l'aspetto di un ragazzo, non doveva avere più di 20 anni. Il colloquio di lavoro era stata evidentemente soltanto una scusa. Spostò il suo sguardo nuovamente su di lei e vide sul suo volto i segni dell'eccitazione e del piacere. Anna si stava facendo sbattere da un ragazzino, sdraiata, in una posizione innaturale, sul suo comò. E le piaceva. Stava godendo, in silenzio, gridando il suo orgasmo con le smorfie del viso, premendo le mani sul legno del mobile, contorcendo il corpo e strofinando le gambe contro quelle di lui. Quando G rivolse nuovamente l'attenzione sul ragazzo sentì il suo sguardo penetrarla. Si ritrasse d'istinto e, senza fare attenzione a non farsi sentire, scappo via nella sua stanza e si infilò nel letto. Era quasi in preda al panico. Aveva rovinato tutto: quello avrebbe detto tutto ad Anna e lei imbarazzata ed offesa si sarebbe arrabbiata e la avrebbe rispedita a casa. E se lui avesse taciuto non sarebbe cambiato niente: lei conosceva di Anna cose che non aveva saputo immaginare prima, come avrebbe potuto nasconderlo. Anna era una donna intelligente ed avrebbe immediatamente capito tutto. Ma, nonostante l'agitazione, riuscì ad addormentarsi.

IL RISVEGLIO
La mattina seguente si risvegliò molto presto. Aveva stranamente dormito molto profondamente e non ricordava neanche di aver sognato. Era riposata e tranquilla. Ricominciò a pensare a tutto quello che era successo quasi cercando di far rinascere l'ansia e l'agitazione che la avevano assalita la notte passata. Ma ormai vedeva le cose in modo diverso. Lui non avrebbe detto niente ad Anna. Ne era certa. In quanto a lei avrebbe certamente saputo nascondere tutto: non era successo niente di straordinario; Anna non aveva mai nascosto di avere sedotto tanti uomini nella sua vita e quello della sera prima era soltanto uno dei tanti. G rimase nel suo letto, voleva ancora ricordare quello che aveva visto. Adesso il ricordo riusciva soltanto ad eccitarla. Si sfiorò l'interno delle cosce. Pensava ad Anna che strofinava le sue contro quelle del ragazzo. Le piaceva accarezzarsi le gambe. Erano lisce e sode. L'eccitazione fece inturgidire i suoi capezzoli che strofinavano adesso contro la stoffa leggera del pigiama estivo. Cominciò a tirare su e giù la camicetta per aumentare lo strofinamento fin quasi a provare dolore. Il dolore si sciolse in eccitazione quando pizzicò i capezzoli con la punta delle dita inarcando al tempo stesso la schiena quasi per far scivolare il piacere fin giù al basso ventre. Adesso sentiva di essere davvero bagnata. Infilò una mano fino a sentirne l'umido ed il calore e poi la tirò fuori e ne gustò il profumo ed il sapore bagnandosi le dita nella bocca. Quasi non capiva cosa la eccitasse tanto. Poi improvvisamente si liberò nella sua mente l'immagine di lui, l'amante di Anna, il suo sguardo. Non lo aveva coscientemente percepito fino ad allora, ma in quel momento le fu assolutamente chiaro: quel suo sguardo era un invito, il ragazzo che stava scopando con tutta la sua giovane virilità quella donna molto più grande di lui sapeva della sua presenza e stava usando quel corpo di donna solo per mostrarle la sua virilità. Era lei che voleva. E così adesso nei pensieri di G non c'era più Anna a fare sesso, ma lei stessa."Fatti scopare da dietro se vuoi davvero godere" pensò agitando velocemente le dita sul suo sesso. L'orgasmo fu rapido ed intenso e G si ritrovò ansimante e sudata e seppe esattamente cosa voleva.

<< indietrosegnala ad un amico
pag. 1 pag. 2 pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 9 pag.10 pag.11 pag.12 pag.13 pag.14 pag.15 pag.16 pag.17 pag.18 pag.19 pag.20 pag.21 pag.22 pag.23