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Racconti Erotici
BigShots - Il Nuovo Forum

Fatti spogliare
di Lara

Era stata organizzata una festa di compleanno per Valentino nel giardino di casa sua. Fortunatamente, dopo i dubbi del giorno prima, il bel tempo aveva resistito.

C’erano diversi gazebo per garantire ombra a tutti gli ospiti e sotto ad ognuno di essi erano stati sistemati tavoli letteralmente ricoperti di piatti da portata… non si vedeva neanche più il colore della tovaglia! Antipasti di ogni tipo, primi piatti fumanti, carne, pesce, insomma un pranzo a buffet assolutamente impeccabile. Linda, appena arrivata, rimase esterrefatta alla vista di questo spettacolo pensando a cosa sarebbe stato organizzato quando un giorno Valentino si sarebbe sposato!

C’era parecchia gente e, porca miseria, non conosceva proprio nessuno se non la sorella del festeggiato che aveva conosciuto all’Università una settimana fa circa. Era stata lei ad invitarla, chissà perché poi, si conoscevano così poco!

Si guardò un po’ intorno per cercare proprio lei, Samanta, e con la scusa si avvicinò al buffet degli aperitivi. Alcolico o non alcolico? Meglio alcolico, così mi rilasso un po’, pensò. Prese in flute e lo riempì con del prosecco. L’odore era molto gradevole così ne bevve un sorso e si diresse verso il tavolo con le tartine. Proprio nel momento in cui prese tra le dita un canapè agli asparagi un ragazzo le si avvicinò ad attaccò discorso. “Se posso darti un consiglio assaggia anche una di queste tartine alle olive, si abbinano perfettamente con il vino che stai bevendo.” Linda distolse lo sguardo dal tavolo, guardò il rompipalle di turno e sparò:”sono allergica alle olive!”

Silenzio e imbarazzo sul viso del giovane…

Linda scoppiò a ridere. Ovviamente non era allergica ad un bel niente, ma voleva divertirsi un po’. Anche lui rise cancellando il rossore dal viso.

Sembrava una persona interessante. Era un amico di Valentino e conosceva praticamente tutti in quel giardino, così si offrì di presentarle un po’ di gente. All’inizio trovata molto piacevole la sua compagnia, ma dopo circa dieci minuti si trovarono a chiacchierare con tre o quattro amici di Rino (cosi si chiamava il ragazzo che aveva appena conosciuto) che trovava di una noia mortale. Tutto il gruppetto lavorava per un giornale locale e si parlava di lavoro.

Meno male che c’è il vino che mi dà un po’ di sostegno, pensò Linda presa dallo sconforto e dalla voglia di fuggir via.

Fu proprio in quel momento che sentì una mano afferrare la sua e trascinarla via con violenza. Era Samanta che aveva assistito alla scena e aveva pensato di salvarla da quella situazione spiacevole. “Rino ci avrebbe provato con te nel giro di una ventina di minuti. Probabilmente aspettava che svuotassi quel bicchiere per trascinarti in una stanza della casa e sfilarti le mutandine! Lo conosco bene!”.

Samanta era una ragazza veramente bella. Aveva degli splendidi capelli color rame, lisci da sembrar seta e un corpicino da fare veramente invidia! Le parlò degli invitati senza risparmiarle pettegolezzi su quella ragazza bionda che stava parlando con suo fratello, piuttosto che quel tipo seduto sull’altalena che guardava senza un minimo di discrezione la brunetta chinata a legarsi le scarpe.

Finalmente per Linda la festa si stava facendo un po’ interessante. Conosceva poco Samanta ma non si sentiva per nulla fuori luogo. Parlavano come se si conoscessero da anni.

Durante la loro passeggiata tra un tavolo e un altro successe che un ragazzo un po’ sbadato sfiorò il braccio di Samanta e il bicchiere che teneva in mano si inclinò tanto da farle versare il vino sul vestito.

“Ora mi tocca cambiarmi, che disastro! E cosa mi metto? Senti Linda, vieni su con me a consigliarmi. Stamattina ho dovuto ragionarci su venti minuti per decidere di mettere questo vestito!”

La casa era molto carina. Nell’entrata, posizionate su scaffali di marmo bianco, c’erano statue in legno rappresentanti animali di ogni genere. Un lungo tappeto verde copriva il pavimento nero e dal soffitto penzolava un curioso lampadario di vetro. Le ricordava i lampadari che aveva visto nei laboratori di Murano.

La scala di fronte a loro le avrebbe portate nella camera dell’amica.

Non era niente male. Proprio al centro della stanza c’era un letto rotondo coperto con un piumonte arancione con motivi etnici e sopra erano posati tanti cuscini bianchi e neri. Al fondo della stanza, proprio di fronte a lei, c’era un finestrone enorme che dava sul giardino. Samanta, appena entrata, corse subito a tirare le tende per evitare che gli invitati assistessero ad uno strep teese in diretta “anche se la cosa potrebbe essere interessante, non trovi?” domando a Linda con uno sguardo un po’ malizioso.

Linda, col sorriso di intesa e un po’ di rimprovero si sedette sul letto e continuò a osservare la stanza mentre Samanta continuava ad guardare, di fronte allo specchio, la macchia rossa che aveva sul vestito. La casa che più le piaceva in quella stanza erano i quadri. Chiamarli quadri le sembrava eccessivo dato che erano solo poster inquadrati, ma il soggetto le piaceva. Erano copie delle opere di Gauguin. In particolare stava osservando quello che rappresentava dei nudi di donna che ricordava di aver visto al Musée d’Orsay qualche anno fa. Non ricordava il titolo nonostante si sforzasse.

In quel momento iniziò a sentirsi strana. Il vino iniziava a fare effetto. Cominciava a sentire caldo, a girargli la testa e se in quel momento fosse a casa con Samuel avrebbe una gran voglia di fare l’amore con lui.

“Allora, decidiamo quale vestito metterai ora?” disse Linda voltandosi, ad un certo punto, verso Samanta, per cercare di liberarsi da quelle emozioni.

L’amica stava sbottonandosi il vestito: era bianco e molto scollato; non ci voleva molta fantasia ad indovinare la sua abbondanza dei seni. Cominciò a sbottonarsi e mentre lo faceva guardava Linda: sembrava lo facesse apposta a volerla imbarazzare.

“Aspetta – disse Linda – scegliamo il vestito che vuoi mettere, così poi vado via e ti lascio tranquilla…”

“No, non ti preoccupare, voglio farti vedere una cosa!”

Finito di sbottonare il vestito lo lasciò cadere a terra lasciandola vestita solo del suo completino intimo. Linda ebbe un sussulto. Si sentiva un po’ a disagio.

Era bello, molto particolare. A dire la verità sembrava completamente nuda perché aveva lo stesso colore della sua pelle e quasi del tutto trasparente. Una lunga rosa azzurra decorava sul bordo lo slip e lo stesso motivo era presente sulle spalline del reggiseno. Linda lo trovò sexi e immaginò se stessa indossarlo davanti a Samuel. “Audace!” disse a mezza voce Linda.

“L’ho disegnato io, mi piacerebbe disegnare una linea di intimo”. Mentre lo diceva si avvicinava al letto. “E’ molto particolare al tatto, è sottile e ruvido…”

“Non sentirti a disagio…” disse Samanta, inginocchiandosi di fronte a Linda prendendo la sua mano per portarla al suo seno”

Linda non capiva come poteva permettere che succedesse tutto questo. Il vino, il vino le aveva fatto perdere ogni inibizione. Sentì il seno di Samanta sotto la mano. Era morbido e sodo; piacevole quella sensazione di ruvido sotto la pelle, un ruvido appena percettibile dato il poco spessore della stoffa. Poté sentire il capezzolo duro sotto il palmo…

Un’emozione strana, mai provata prima, intensa cominciò ad invaderla senza che potesse controllarla. Si sentì avvampare in viso e sentì una reazione piacevole anche… dentro le sue mutandine. Si sentiva eccitata. Sfilò le spalline del reggiseno dalla spalle di Samanta perché aveva voglia di sentire la pelle nuda sotto la mano. Due splendidi seni erano proprio di fronte ai suoi occhi.

“Non hai mai toccato una donna? Ti piace?” chiese Samanta con un filo di voce, chiaramente presa anche lei dalle emozioni.

“Ho voglia di baciarti e non posso crederci, ne ho una voglia pazza” disse Linda avvicinandosi al suo viso. Trovò quelle labbra calde e invitanti. Le mani intanto continuarono a toccare il petto dell’amica. Poi si allontanò dal viso per avvicinarsi ai capezzoli. Desiderava sentirli sotto la sua lingua. Si sentiva come una Gazza Ladra attirata dalla luce di due piccoli diamanti. Inizio a leccare con dolcezza, a succhiarli e a stringerli tra le sue labbra.

“Fatti spogliare” si sentì dire dopo qualche minuto.

Fu così che si coricò sul letto e si lasciò tirar giù la cerniera della camicetta rossa. Sotto di essa faceva spicco un reggiseno di pizzo bianco, molto semplice. Samanta abbasso le coppe per guardare. Linda si sentiva eccitata ad essere guardata nuda. Era sempre stato così anche con Samuel. Tante volte si spogliava di fronte a lui e rimaneva coricata a farsi guardare. Si lasciò toccare ad occhi chiusi per assaporare meglio quella sensazione. Senti le sue labbra accarezzare la pelle…

Le scarpe le furono sfilate. La gonna fu sollevata e sentì quelle labbra che poco prima aveva baciato posarsi sopra lo slip. Due mani lo sfilarono lasciandola nuda e si lasciò toccare. Era bagnata. Sentiva le dita della donna scivolare con facilità. “Apri le gambe, fatti guardare… Ti ha mai leccata una donna? Vuoi che lo faccia?” Linda allargò le gambe e senti addosso gli occhi di Samata. “Ti prego, fallo…” sospirò Linda con le mani nei capelli ormai devastata dalla pazzia.

Sentì la Sua lingua calda scivolare e muoversi lentamente tra le sue gambe. Poi aumentò l’intensità dei movimenti, voleva urlare di piacere.

Samanta di alzo e si spogliò completamente. Era bella. Tremendamente sexy. La passione le usciva da ogni poro della sua pelle. Con le labbra ancora bagnate di quel piacere donato baciò Linda mentre una mano la toccava sul seno. Sentì la stessa mano scivolare verso il ventre e giù sempre più giù. Scossa di piacere.

“Ora fa’ sentire a me quanto sei bagnata. Avvicinati alla mia bocca…”

La fece coricare sulla schiena. Così sdraiata, completamente nuda, aveva aperto le gambe e aveva allungato le braccia verso i piedi del letto. Sembrava voler dire: avanti!, approfitta di questo corpo caldo, bacialo, stringilo!

Linda la guardava e perlustrava con la mano ogni centimetro di pelle. La vide chiudere gli occhi e reclinare la testa quando la sua mano andò nei posti più proibiti. Voleva osservare i suoi lineamenti del viso mutare, devastati dalle sensazioni. Lei gemeva piano, discreta e Linda decise di non farla aspettare ulteriormente. Appena posate, le labbra sentirono il caldo. Era bagnatissima. Voleva assaporarla fino in fondo. La lingua inizialmente timida e impacciata, venne fuori e Linda leccò. Sembrava di leccare la polpa di uno di quei succulenti fichi che da piccola raccoglieva arrampicandosi sull’albero.

Le mani di Samanta accarezzavano i capelli dell’amica.

Continuò così per parecchi minuti, mentre un uomo, dietro la porta socchiusa spiava con una telecamera tutta la scena. Linda se n’era già accorta da un po’. Era questo che l’aveva resa ancora di più disinibita. Era sempre stata una sua fantasia fare l’amore mentre una telecamera riprendeva tutto. Non pensava in quel momento a quali conseguenza potesse portare quel fatto. L’eccitazione la portava solo mettersi ancora più in mostra con il suo corpo…

Le due amanti si staccarono da quel bacio così intimo e si guardarono in faccia. Ognuna osservava il rossore sul viso dell’altra, i corpi ancora tremendamente vogliosi… si avvicinarono l’una all’altra, seno contro seno, ventre contro ventre e si abbandonarono ad un altro lungo e appassionante bacio. Le lingue si abbracciarono, si leccarono l’una con l’altra. Lunghi minuti…

Avevano una gran voglia entrambe di venire, di portare al culmine quella passione. Le due parti più calde del loro corpo entrarono così in contatto. Labbra contro labbra. Struscio silenzioso di carni infuocate. “Ti piace? Ti piace, eh, Linda? Ti piace? Ti prego dimmi che ti piace! Ma non fermarti! Continua a muoverti così, fammi venire!”

I gemiti delle due donne invadevano la stanza in penombra. L’arietta che penetrava dalla finestra appena aperta smuoveva leggermente la tenda e quella piccola lucina rossa continuava più che mai a lampeggiare. Linda voleva quella cassetta, voleva riguardarla e godersi quei momenti da un altro punto di vista. Immaginava di guardarla insieme a Samuel, lo avrebbe eccitato. Così, con quella smania addosso lui l’avrebbe presa d’improvviso, l’avrebbe buttata sul letto, le avrebbe strappato di dosso i vestiti e l’avrebbe trafitta tra le gambe con quello che Linda in quel momento non poteva avere ma che desiderava più di ogni cosa.

Linda e Samanta sentirono contemporaneamente un’energia salire dal basso verso il petto. “Oddio mi sembra di volare!” gridò Linda e dopo qualche secondo senti le pulsazioni del piacere dentro di lei. Si sciolse in un lungo gemito sospirato mentre l’amica le stringeva la mano come per cercare un appiglio e non precipitare in un abisso infinito di piacere. Poi la lascio pian piano…

Silenzio.

Respiri affannati.

I due corpi nudi rimasero immobili sul letto a riposare.

Un sorriso comparve sul viso di Linda, un sorriso pieno di soddisfazione.

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