Fino all'ultima goccia
di Gatta
Francesca lo conobbe ad una
cena di lavoro. Era terribilmente sicuro
di sé, quasi spavaldo, vestito con un costosissimo
completo di Gucci, profumatissimo. La fissava
dall’altro lato del tavolo, distogliendolo
sguardo soltanto quando gli altri commensali,
chiedevano un suo parere o gli facevano
domande. Filippo era l’esponente piu’
importante dell’azienda in cui lavorava
Francesca, ne aveva sempre sentito parlare
come di un uomo estremamente freddo e calcolatore,
prepotente ed estremamente vendicativo.
Lei invece era timida, tranquilla, quasi
angelica. Ecco perché quegli sguardi diretti
che lui le lanciava, la mettevano in profondo
imbarazzo, le facevano battere il cuore
a mille, ma la eccitavano nell’intimo,
e forse Filippo lo sapeva. Lui continuo’
a tormentarla con i suoi occhi per tutta
la sera, poi, pero’ volle affondare
di piu’ il coltello nella piaga e
di punto in bianco, le rivolse una domanda
su di un argomento che sapeva bene, lei
non conoscere. Lei non aveva ricambiato
con la stessa intensità i suoi sguardi,
e lui, la voleva punire facendole fare una
brutta figura di fronte a tutti. Francesca
rimase a bocca aperta, non sapendo che rispondere
e capì subito che lui l’aveva voluta
umiliare pubblicamente, trattenendo a stento
le lacrime, ma non facendo a meno di arrossire,
tacque per quasi tutta la fine della cena.
Filippo si sentiva potente, era riuscito
a metterla in difficoltà, ma era nello stesso
tempo profondamente insoddisfatto, lui la
voleva, desiderava fare scomparire tutto
il ristorante, non sentire piu’ nessuno
parlare, ma concentrarsi solo su di lei.
Si sentiva un bambino che fissa dalla vetrina
un bel giocattolo. Lei era un giocattolo
che lui doveva possedere, che lui doveva
a tutti i costi assaggiare. Le pieghe del
vestito di Francesca, lasciavano percepire
forme armoniche e sinuose, quella scollatura
leggermente accennata, faceva intravedere
le lentiggini che scendevano sul suo seno
gonfio. I Fianchi erano fatti apposta per
essere stretti dalle mani di un uomo. Idem
per la sua bocca, e per le sue labbra eleganti
come tutto il suo portamento. Lui la guardava
e fantasticava cosa le avrebbe voluto fare
o dire, come avrebbe usato quel corpo di
femmina al meglio. E piu’ pensava
a quel viso cosi’ angelico, piu’
immaginava come avrebbe goduto nel vederla
godere. Ebbe un’ erezione vistosa,
ma per fortuna, era seduto ad un tavolino
e nessuno avrebbe potuto accorgersene, tantomeno
Francesca. Prima di servire il dessert,
vide Francesca alzarsi dal suo posto e dirigersi
piu’ rasserenata verso la toilette.
Quale occasione migliore?penso’ fra
se’ Filippo…cosi’ la segui
e quando lei entro nel bagno, lui l’aspetto’
nell’anticamera dello stesso, chiudendo
dietro di se’ la serratura. Aveva
già preso accordi col personale, dietro
una lauta mancia, bisognava fare usare l’altro
bagno. Aveva predisposto tutto, come era
solito fare. Stavolta pero’ era diverso,
questa donna aveva qualcosa di magnetico,
qualcosa che sfuggiva persino al suo autocontrollo.
Si sentiva terribilmente eccitato, voglioso,
non sarebbe stato sazio fino a che non avesse
avuto lei, proprio lei, e come voleva lui.
Intanto che aspettava l’uscita di
Francesca dal bagno, si tolse la giacca,
e si tiro’ su le maniche della camicia,
allentandosi la cravatta. Un click e finalmente
la serratura del bagno si apri’. Si
trovavano l’uno di fronte all'altra.
Lei era perplessa e quasi sconvolta, spaventata
come una mosca finita in una ragnatela…lui,
era completamente in balia dell’enorme
eccitazione che sentiva verso di lei, cosi’senza
parlare le si avvicinò vicinissimo al volto,
a pochissimi centimetri…aveva un viso
da madonna, ed un corpo da commettere peccato,
questo contrasto era la cosa piu’
eccitante in assoluto. Sentiva cosi’
da vicino le palpitazioni del suo cuore,
il profumo della sua pelle e quell’incavo
dei seni che sussultavano a ritmo del suo
cuore. Le si avvicino’ maggiormente,
sapeva che poteva anche prendersi uno schiaffo
o peggio, per il suo orgoglio, anche un
rifiuto, ma non gliene importava niente.
Lei provo’ solo un po’, eccitata
dalla situazione, a divincolarsi, ma Filippo
fu piu’ esperto e la costrinse contro
un muro, cosi’ non poteva sfuggirle.
Adesso anche lei sapeva che quella situazione
era irresistibile, e che avrebbe fatto tutto
cio’ che sentiva di fare. La sua lingua
scivolo’ sulle sue labbra, lei fece
altrettanto, non avrebbe mai pensato di
baciare un uomo cosi’, eppure lo fece.
Lui la fissava, lei non distolse mai il
suo sguardo. Era un gioco bellissimo. Si
sentiva come un frutto maturo, da gustare,
si sentiva pienamente donna, senza inibizioni
ne limiti. Sapeva gia che avrebbe fatto
cio’ che lui le avrebbe chiesto, ma
che altrettanto avrebbe fatto fare a lui
cio’ che lei voleva. Filippo usava
la sua lingua sul suo collo e scendeva adesso
fra le pieghe del suo seno, sapientemente
premuto dalle sue mani, le mani di lei erano
invece scivolate dentro la sua camicia bianca,
gli toccavano i pettorali, e le braccia
tornite, ma quelle mani volevano di piu’
cosi, scesero vicino alla cinta dei pantaloni
di lui. Filippo, la blocco’ dolcemente,
voleva prepararla bene per possederla, e
voleva davvero toccare ogni centimetro del
suo corpo con la sua lingua. Francesca,
capi’ e lo assecondo’. Lui le
passo’ la lingua in mezzo ai seni,
e con un rapido scatto, le tiro’ giu’
il vestito a metà vita, lasciandola a seno
scoperto. Il suo era un seno bellissimo,
caldo, gonfio, erotico con due capezzoli
rosa fatti per essere leccati. Lui lo fece
a lungo, era inginocchiato quasi davanti
a lei, che si sentiva mangiata, succhiata,
morsa dalla bocca di Filippo, completamente
in suo possesso. Lui continuo’ a bagnare
il suo corpo con la sua saliva, i suoi baci
e la sua lingua…poi lentamente le
calo completamente il vestito. Guardandola
fissa negli occhi, e con le mani ben ferme
sui fianchi si lei, quasi a impedirle di
scappare, si avvicino’ con la bocca
alle sue slip, che lei sentiva già piene
di proprio liquido…cosa c’era
di male, nel mostrargli che quello era l’effetto
che Filippo, le faceva? Filippo notò un
rivolo di liquido nell’interno coscia
di Francesca, era un rivolo che gli mostrava
quanto lei lo desiderasse. Si sentiva inorgoglito,
spinto a darle sempre di piu’…cosi’
tirando fuori la lingua e guardandola negli
occhi, le succhio’ il liquido sulla
gamba, e lei ebbe quasi un mancamento dall’eccitazione
che stava provando. Poi lui tornò a concentrarsi
sulle sue slip. Si avvicinava con le labbra
alla stoffa, tanto per sentirla ansimare,
e poi si allontanava. La sentiva sua, in
pieno suo possesso, ed era la cosa che lo
faceva sentire maggiormente uomo. Dopo qualche
minuto di dolce dispetto, le sfilo’
le slip, lasciandola completamente nuda,
bagnata e quasi implorante contro il muro.
Era maledettamente bella, maledettamente
erotica e maledettamente di sua proprietà
in quel momento. Filippo la prese in braccio
e la mise seduta sul bancone degli specchi,
vicino ai lavandini. Le divarico’
con fermezza le gambe e con la bocca scese
nella sua zona piu’ dolce e sensibile.
Uso’ la sua lingua come se la stesse
baciando sulla bocca, infilando a piu’
riprese la mordida e calda lingua all’interno
della sua vagina. Gli orgasmi di Francesca
erano interminabili, Filippo non le dava
tempo di realizzare nulla, uno dietro l’altro,
uno piu’ intenso dell’altro.
In quei momenti lei sapeva che se lui le
avrebbe chiesto la luna, lei avrebbe fatto
di tutto per dargliela…non poveva
rifiutargli niente, perché lui le stava
togliendo ogni razionalita dalla testa.
E cosi’ sudato ed orgoglioso dell’opera
e dello sguardo della sua Francesca, Filippo
come un animale affamato, stava per reclamare
il suo pezzo di ricompensa. Si scanso’
da lei, si allontano’, giusto per
contemplare ancora la sua opera, poi sicuro
di cio’ che desiderava da lei, di
scatto in preda ad un’eccitazione
esagerata, le si avvicino’ all’orecchio
e le disse semplicemente: “Adesso
assaggia me”. Francesca, inebriata
dalla sfida, e completamente nuda gli tolse
la camicia. baciandolo e mordendolo da tutte
le parti, poi scese con le mani all’altezza
dei pantaloni, e fissandolo dritto in viso,
glieli sfilo’…sapientemente
come non aveva mai osato fare, si inginocchio’
davanti a lui, e come prima fece lui, lo
mordicchio’ qualche minuto sulle slip,
spostandole di lato a tratti ed infilandoci
dentro la lingua. Filippo era eccitatissimo,
lo si capiva dal rigonfiamento turgido delle
proprie mutande. A lui pareva che scoppiasse,
a dismisura. Lei gli abbasso’ le slip
a questo punto e delicatamente dopo aver
passato la lingua sull’intera asta
in tensione, piu’ volte e in modo
molto dolce ma deciso, fissandolo negli
occhi, per non perdere l’espressione
di piacere del suo uomo, lo prese lentamente
in bocca, come la cosa piu’ buona
e dolce cha avesse mai mangiato. Muoveva
lentamente la sua testa, fermandosi solo
quando lui, le mostrava che sarebb e scoppiato
se avesse continuato…lui ansimava,
parlava, la incitava a continuare o a smettere,
perché pensava già di penetrarla. Lei ogni
tanto si staccava, poi, dopo che lui le
diceva di continuare, lo riaccoglieva nella
bocca fino in fondo, lavorando anche con
la lingua e con le labbra…Filippo
a questo punto, la doveva possedere, cosi’
le prese la testa e dolcemente la stacco’.
Sudati, esausti e bagnati di sudore, volevano
entrambi raggiungere il culmine assieme.
Lui la riporto’ sul bancone, e divaricandole
le gambe, le infilo’ l’eccitato
membro nell’accogliente e calda vagina,
portandole le gambe sul bancone, amava terribilmente
vederla aperta e disponibile come una succosa
pesca. Francesca aveva orgasmi molto prolungati,
si sentiva completamente libera da ogni
pensiero, c’era solo Filippo ed il
suo membro, c’erano solo i suoi sguardi
di piacere, i suoi mugolii, e quelle sue
mani che la tastavano in tutta la sua nuova
femminilità. L’eccitazione era fortissima,
il piacere pure, lui la fece girare a pancia
in giu’ e la penetro’ a piu’
riprese, la teneva stretta e quando lei
si contorceva dal godimento, lui la faceva
muovere, e si sentiva sempre piu’
orgoglioso. Sentiva che il suo membro era
in fiamme, pronto ad esplodere, ma desiderava
che lei lo vedesse venire, quindi la rigiro’
e sedutosi per terra, con la schiena contro
il muro, le disse di sedersi su di lui a
cavalcioni e di rimanere ferma, col suo
pene duro nella vagina. Poi leggermente
piegando le proprie gambe, lui comincio’
a farla muovere prima lentamente e poi sempre
piu velocemente, fino a rifarla venire…allora
lui, continuo’ ancora qualche minuto,
fino a che esplose completamente dentro
di lei, senti’ il suo sperma schizzarle
dentro, fino all’ultima goccia…
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