Fotografie
di Tom Adams
John entrò nel suo
appartamento. Mise la spesa nel frigorifero
e cominciò a mettere in ordine la
posta. Come al solito. Robaccia da buttare
nella pattumiera e bollette da pagare a
fine mese. C'era però anche una busta
bianca, scritta a mano, senza mittente.
John si fermò un momento, la fissò
e poi la aprì rapidamente. C'era
dentro una fotografia e una lettera, anch'essa
scritta a mano.
Ciao
John,
il mio nome non e' importante, per ora.
Non ti ricorderesti comunque di me. Ho allegato
una fotografia dei miei occhi, presa dieci
anni fa, quando avevo sedici anni. No, non
mi avresti potuto riconoscere, anche se
avessi messo tutto il viso. C'erano tante
facce al campo estivo. La maggior parte
dei ragazzi e delle ragazze erano intorno
ai sedici anni. Tu probabilmente avevi intorno
ai venticinque anni. La cosa importante,
John, e' quello che ho visto con questi
occhi. Era pomeriggio tardi e stavo facendo
una passeggiata da sola attraverso il bosco,
quando sentii un rumore vicino al sentiero,
come un gemito. Mi avvicinai con cautela
e, attraverso gli alberi, vidi te e una
ragazza che stavate scopando. Eravate entrambi
nudi. Lei sembrava carina, belle tette e
gambe niente male, tu eri muscoloso e ben
fatto. Ma quello che ricordo meglio sono
le dimensioni del tuo cazzo. Enorme, forse
trenta centimetri, spero che sia ancora
così. Ti ho visto di recente per
la prima volta da quell'estate, ti ho seguito
fino a casa per sapere il tuo indirizzo.
John, nei dieci anni che sono passati, io
sono un pò cambiata. Grazie a questi
cambiamenti, sono in grado di poterti dare
un piacere molto più intenso di quanto
fece quella ragazza nel bosco. Però,
questo piacere dovrà essere accompagnato
da un pò di dolore. Se vuoi che io
mi faccia viva nuovamente, metti una rosa
rossa in un vaso vicino alla finestra della
tua camera da letto, entro la fine della
settimana.
Un'ammiratrice
John si lasciò andare
su una sedia, fissando il vuoto. Ricordava
la scopata con Anna e pensava di non essere
stato visto da nessuno, a quel tempo. "Forse
mi vuole ricattare," pensò John.
"No, che sciocchezza, a chi gliene
può fregare qualcosa? Forse e' qualche
maniaco sessuale, ha parlato di piacere
e dolore. Cazzo. Quasi quasi vado a comprare
un vaso e una rosa, per leggere il secondo
capitolo." Mise la rosa alla finestra
e la lasciò appassire lì.
L'attesa si prolungò per parecchie
settimane, senza che arrivasse nessuna lettera.
Proprio mentre John stava cominciando a
pensare che l'ammiratrice avesse ricavato
tutto il piacere di cui aveva bisogno dalla
scrittura della prima lettera, arrivò
la lettera successiva, proprio come la prima,
busta bianca, scritta a mano, senza mittente.
John si sedette sulla sua sedia preferita
e la aprì tirando fuori lentamente
la lettera e la fotografia.
Ciao
John,
sei un uomo a cui piacciono le gambe? Ti
piace che la tua donna abbia delle gambe
sode e ben proporzionate? Oppure preferisci
le tettone? Non posso vincere una gara nella
categoria tette, ma le mie gambe possono
darti il piacere che hai solo sognato. Però,
devo avvertirti nuovamente che questo piacere
potrà essere anche doloroso. Questa
fotografia e' stata scattata cinque anni
fa in una palestra, dopo aver lavorato per
un anno sulle mie gambe, che in precedenza
erano scheletriche. Ti eccitano, John? Ti
si sta indurendo il tuo cazzone da trenta
centimetri? Be', calma, per ora. Le fotografie
migliori devono ancora arrivare. John, forse
ti starai chiedendo perche' ti sto scrivendo
queste lettere e ti starai domandando cosa
vuole questa sconosciuta. Semplice, il tuo
grosso uccello. Per molte donne, le dimensioni
del cazzo non sono importanti. Per me, sono
tutto. Per dieci anni ho sognato di averti
dentro di me. Per dieci anni e' stato solo
un sogno, non avendoti più visto
da allora. Quando ti ho rivisto, ho pensato
che quel sogno si poteva avverare. Posso
far diventare realtà anche i tuoi
sogni, suscitando in te dei desideri sconosciuti
e regalandoti piacere in un modo che neanche
immagini. Metti due rose rosse nel vaso
entro la fine della settimana.
Un'ammiratrice
"Oh, merda" gridò
forte John. "Questa donna e' una ninfomane.
E cos'e' questo dolore di cui continua a
parlare?" Ma ormai John aveva abboccato.
Andò subito dal fioraio e comprò
due rose rosse. Questa volta passò
un mese senza nuove lettere. John era furioso.
"Che nervi!" pensò. "Di
notte sto steso sul letto sveglio, pensando
alle sue gambe e quella ride di me. All'inferno,
magari quelle non sono neanche le sue gambe!"
Il giorno dopo arrivò un'altra lettera
con un'altra fotografia.
Ciao
John,
volevo smetterla di scriverti, forse ho
insistito troppo sul tuo cazzo, avrai pensato
che sono un pò pazza, ma avrai anche
voglia di vedere come va a finire. Ti voglio
assicurare sul fatto che sono assolutamente
sana di mente. E' solo che a volte sono
un pò brusca nell'affermare ciò
che voglio. Comunque, eccomi qua con un'altra
lettera. John, dai un'occhiata alla fotografia,
alle cosce e ai polpacci, hai notato che
muscoli? Che effetto ti fanno le donne muscolose,
specialmente quelle con delle gambe muscolose?
Ti eccitano? Ti piacerebbe accarezzare quelle
gambe con le tue mani e con il tuo cazzo?
Ti piacerebbe sentire il tuo corpo avvolto
da quelle gambe? Ricordati, la prima fotografia
che hai ricevuto delle mie gambe e' stata
scattata cinque anni fa. Questa risale a
tre anni fa. Non voglio farla troppo lunga.
Se ti piace quello che vedi e la risposta
a tutte queste domande e' "sì",
metti tre rose rosse alla finestra entro
la fine della settimana. Il meglio deve
ancora venire.
La tua ammiratrice
"Un mucchio di domande, cara 'ammiratrice',"
pensò John. "Cosa penso delle
gambe muscolose?" Egli ripensò
a una sua compagna di scuola. Stava due
classi avanti alla sua. Aveva delle gambe
molto muscolose, pensò John. Alcuni
ragazzi dicevano che sembravano troppo mascoline,
scherzando alcuni dicevano: "Chissà
in che ruolo gioca, forse come centravanti!".
Però John si eccitava quando la vedeva
in minigonna, con i tacchi alti e vedeva
le sue cosce forti e i suoi polpacci nervosi
che si flettevano e si contraevano ad ogni
passo; molte volte si era masturbato, pensando
a lei. E le sue gambe erano più muscolose
di quelle dell'ultima fotografia. "Dunque,
però... vediamo, ha detto che quella
fotografia e' di tre anni fa... Chissà
come saranno, adesso? E per quanto riguarda
il "dolore"? Non ne ha parlato,
in questa lettera? Forse con tre rose otterrò
qualche informazione in più."
La lettera successiva arrivò
in meno di una settimana. John diede un'occhiata
alla fotografia. "Mio Dio! Incredibile!"
esclamò.
Ciao
John,
queste sono le mie gambe oggi. Spero che
la loro vista ti ecciti. Mi piacerebbe vederti
impugnare il tuo grosso fallo, guardarti
mentre lo strofini lentamente sulle palme
dei miei piedi, sui miei polpacci e sul
didietro delle mie cosce, fino al culo e
poi tutto intorno, fino al davanti delle
mie cosce. Poi mi piacerebbe sentirti rifare
lo stesso percorso con la tua lingua e le
tue labbra . Ti piacerebbe fare questo,
John? Ti darebbe tanto piacere quanto ne
darebbe a me? Mentre scoperemo, con il tuo
cazzo infilato profondamente nella mia fica,
mi metterò in delle posizioni che
ti permetteranno di accarezzare le mie cosce
e i miei polpacci muscolosi e di sentirli
mentre si flettono e si contraggono, aiutandomi
così a raggiungere un orgasmo dopo
l'altro. John, senza dubbio ti ricordi del
fatto che ho parlato di dolore misto al
piacere. Per fortuna, per molti uomini,
il dolore e' anche piacevole. Prima di cominciare
a fottere, mi piace avvolgere le mie gambe
intorno al torace del mio uomo e stringere
forte le sue costole. Non uso mai una forza
tale da rompergliele, ma l'espressione di
dolore sul suo volto mi eccita e mi aiuta
ad avere un rendimento migliore mentre lo
scopo. John, desidero così intensamente
il tuo cazzo che possiamo anche evitare
tutto ciò, se vuoi, ma la nostra
scopata sarà molto migliore se mi
lascerai fare quello che ti ho detto. Quattro
rose, John e busserò alla tua porta
alle otto di lunedì sera.
La tua ammiratrice
Se non avesse menzionato la parte riguardante
il dolore, le quattro rose sarebbero state
sulla finestra in meno di un'ora. Invece,
ora John doveva pensarci. "All'inferno,
altro che rompermi le costole! Quella donna
potrebbe uccidermi con la forza delle sue
gambe, se solo volesse! Guarda qua! Sono
così muscolose da mozzare il fiato...
per sempre! " Tuttavia, John ormai
sapeva che doveva possederla. Non aveva
mai compreso come potesse essere eccitato
dai muscoli di una donna. Quella compagna
di scuola era stata un indizio del fatto
che ciò potesse capitare. Ma era
successo anni fa e non si era mai più
trovato in una situazione simile. Dubitava
del fatto che il dolore fosse una cosa per
lui desiderabile, ma decise di crederle,
quando diceva che non gli avrebbe fatto
del male in modo definitivo. Valeva la pena
di correre il rischio. Per un momento pensò:
"Chissà. Magari essere stretto
fra quelle belle cosce sarà eccitante,"
poi disse ad alta voce: "E' ora di
andare a comprare quattro rose."
Alle otto di lunedì
sera sentì bussare alla porta. John
fece un lungo respiro e aprì. Entrò
una bella ragazza mora, alta circa un metro
e sessantacinque.
"Sono Nancy" disse.
"E tu devi essere John."
"Già" borbottò
John nervosamente, con un sorriso stentato.
"Calmati," disse
Nancy. "Concentrati sul piacere che
stiamo per provare. Sarà una notte
che ricorderemo per il resto della nostra
vita. Ma, prima di cominciare, ho proprio
bisogno di essere sicura che tu sei l'uomo
che vidi dieci anni fa. Per favore, togliti
tutti i vestiti."
John obbedì.
Nancy diede un occhiata al
suo fallo, sorrise e disse "Sì
sei proprio tu."
Lei aveva addosso un maglione,
una gonna e dei sandali. Per prima cosa
scalciò via i sandali, poi si tolse
il maglione. Il suo corpo era muscoloso,
ma non sviluppato come le gambe e il suo
seno era sicuramente al di sopra della media.
Per qualche ragione John si era aspettato
di vedere un seno piatto. Quindi, si tolse
la gonna e le mutandine. John fece un lungo
respiro alla vista delle sue gambe, mentre
lei si mise seduta di fianco sul pavimento,
con le gambe semi-piegate.
"Sono vere o e' un'altra
fotografia?" chiese John.
"Sono vere," disse.
"Vieni, siediti di fronte a me."
John si sedette e Nancy gli
avvolse le gambe intorno alle costole e
cominciò a stringere.
"Ce la fai a resistere
John?"
"Mmmm... per ora sì..."
"E... ti piace, no? Vedo
che il tuo bell'uccellone si sta rizzando...ti
piacciono le mie cosce?"
John cominciava a sentire
un certo dolore e nello sforzo di resistere
esitò a rispondere, così Nancy
cominciò a stringere più forte.
A John gli sfuggì un urlo.
"Allora, John? così
va meglio? Ti ho fatto una domanda..."
"Si... sono stupende..."
"Bene. Ora voglio vederti
un pò soffrire, mi eccita, sai?"
così dicendo strinse
ancora più forte e John cominciò
a gemere per il dolore.
"John ti rendi conto
che le mie cosce muscolose possono ucciderti,
vero?"
"Si...certo..., ma ti
prego...non farmi del male..."
Per un istante, Nancy strinse
ancora più forte e John emise un
altro urlo, poi riprese ad applicare una
pressione più sopportabile.
"John, non mi interrompere,
quando parlo. Ti ho già detto che
non ti farò TROPPO male, ma un pò
di dolore è necessario, te l'ho già
spiegato. Quanto dolore ci sarà dipende
da te. Se non ti ribellerai e ti dimostrerai
docile e sottomesso, smetterò molto
presto, altrimenti..."
John, terrorizzato, non rispose
e Nancy riprese. "... altrimenti potrei
stritolarti tra le mie gambe, oppure massacrarti
a calci, oppure...mmm, lasciami pensare...
sì, potrei strangolarti con i piedi,
guarda, si fa così!"
Nancy lasciò la stretta
e John si distese esausto sul pavimento.
Con una mossa fulminea, Nancy distese le
gambe sopra il suo torace e gli strinse
forte il collo con l'interno dei piedi.
"Ti piace John? Non e'
eccitante avere i miei piedi così
vicini alla tua faccia? Dai, prova a liberarti
dalla stretta!"
"Uff... ma avevi detto...gggh...
che non dovevo..."
"John, te lo ordino!
Prova!" John agguantò le caviglie
di Nancy e provò invano ad allargarle
le gambe.
"Lo senti come sono forti?"
"Si...sono come... di
acciaio... Nancy... ma adesso...pietà...
ti prego... sto soffocando.."
"Va bene, sei stato bravo,
ora arriverà il premio!" così
dicendo, Nancy arretrò un pò
e cominciò ad accarezzare i genitali
di John con i piedi. Con la punta del piede
sinistro gli stuzzicava le palle, mentre
la palma del piede destro si strofinava
sul cazzone di John che si era un po’
ammosciato. John si riprese un po' e si
appoggiò sui gomiti per godersi la
scena. La vista di quelle gambe eccezionali
che si prendevano cura delle sue intimità
era eccitante in un modo veramente insolito!
Rapidamente, il suo fallo raggiunse un'erezione
trionfale e Nancy apparve molto soddisfatta.
Adesso gli teneva stretto
il cazzo fra gli alluci e muoveva su e giu'
le gambe per masturbarlo. In questo sforzo
insolito, tutti i muscoli del corpo di Nancy
si contraevano in modo spettacolare e l'eccitazione
di John aumentava: la sua cappella era così
gonfia che sembrava scoppiare da un momento
all'altro.
"Mmm, e' meraviglioso,
John! Ti va di strofinarmelo un po’
addosso?"
E così, John si apprestò
a seguire le istruzioni dell'ultima lettera:
impugnò il suo uccellone gonfio e
cominciò a strofinarlo sui piedi
di Nancy, per poi risalire lentamente le
gambe. Nancy socchiuse gli occhi e si mise
prona, scoprendo i suoi glutei sodi, che
John cominciò ad accarezzare con
il cazzo, per poi appoggiarlo in mezzo alle
chiappe. La sua cappella turgida stuzzicò
per qualche secondo il buco del culo di
Nancy, che gemette di piacere.
"Oh, oh, quanta fretta,
John! Aspetta un momento, voglio vedere
come te la cavi con la lingua: mettiti sdraiato,
su!" così dicendo, Nancy si
mise a gambe aperte, con la fica sgocciolante
sopra la faccia di John, che, un po’
riluttante e mezzo soffocato dal pube peloso
di Nancy cominciò a darsi da fare
con la lingua, nella speranza di poterla
sostituire con il cazzo il più presto
possibile.
Nancy si era messa in modo
tale da avere di fronte il grosso e lungo
fallo di John; lentamente si chinò
e lo prese in mano, stringendolo fortemente;
il calore di quella bella mazza tra le dita
la eccitò fortemente e cominciò
a masturbarlo lentamente, godendosi lo spettacolo
di quell'enorme cappella che pulsava ritmicamente.
"John, non ti sognare
di venire adesso, voglio tutto il tuo sperma
per la mia fichetta!" così dicendo,
si chinò ancora un pò e glielo
prese in bocca, succhiandolo avidamente,
tanto per farlo soffrire ancora di più
nello sforzo di tener duro... Mentre lo
spompinava , per un momento, Nancy accarezzò
l'idea di farlo sborrare, di sentire sulla
lingua il calore e il sapore del suo sperma,
per poi punirlo crudelmente per non aver
saputo resistere, ma poi ebbe pietà
di lui e decise che era arrivato il momento
di godere insieme. Del resto, John aveva
dimostrato di saperci fare con la lingua
e la aveva portata a un punto di eccitazione
notevole! Si girò e si infilò
rapidamente il cazzo nella fica e cominciò
a cavalcarlo furiosamente.
John le palpava i polpacci,
le cosce, i glutei e sembrava in preda a
un'estasi incontrollabile. Nancy, per tutta
risposta serrò le ginocchia intorno
ai fianchi di John e cominciò a pomparlo
ancora più violentemente. Andarono
avanti così per parecchi minuti,
poi Nancy si fermò, con la testa
riversa indietro e la bocca spalancata in
un urlo di piacere.
"Ooooh John, fantastico,
siiiì, così,... aaah, vieni
adesso, dai!".
John non se lo fece ripetere
due volte e cominciò a dare delle
poderose spinte verso l'alto con il bacino.
Il suo cazzo scorreva meravigliosamente
bene nella vagina fradicia di Nancy, che
continuava a godere in un lunghissimo orgasmo.
Finalmente, John le schizzò un fiume
di sborra nella fica e si accasciò
esausto.
Effettivamente, quella notte
la avrebbero ricordata entrambi per tutta
la vita.
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