Il sax
di Paperotto
Serata finita. Gruppi di persone
qua e là, qualcuno alla cassa a pagare,
chi si avvia all’uscita ed un paio
di persone bevono l’ultima birretta
al banco intrattenuti dal proprietario.
Non lontano da loro, appollaiato su uno
dei tanti sgabelli, chiudo la custodia del
mio sax e mentre attendo i quattro soldi
che mi spettano, osservo le ragazze intente
a pulire la sala.
La mora, lucida i tavoli,
piegata in avanti come se fosse in attesa
di qualcuno che la possegga da dietro. Si
muove velocemente e quando si abbassa si
notano leggermente le mutandine che indossa
sotto la mini in jeans.
La biondina, la precede ritirando
gli ultimi boccali rimasti sui tavoli. Anche
lei è piuttosto veloce nei movimenti.
È difficile distogliere lo sguardo
dal suo enorme seno stretto dalla maglietta
scollata ed attillata.
- Tieni! Questo è quanto
avevamo pattuito – mi sento dire da
dietro distogliendomi dalle fantasie che
mi stavano iniziando a frullare nella testa
– e beviti anche questa birra. Ci
vediamo settimana prossima -
- Ok. Grazie. Ciao. –
faccio in tempo a dirgli mentre si infila
la giacca ed a voce alta verso le ragazze
– Stefy! Monica! Io vado. Chiudete
voi – e con i suoi due amici va via.
Il locale è vuoto.
- Ragazze, il tempo di finire
la birra e tolgo il disturbo -
- Resta pure, non preoccuparti.
- mi risponde la mora che si dirige verso
l’ingresso, chiude la saracinesca
e la porta.
Tornando verso il banco –
se aspetti un pochino usciamo insieme dal
retro –
Si avvicina anche la bionda
– perchè non ci suoni qualcosa?
–
- Ok – riprendo il mio
sax ed intono un motivo lento, accattivante.
Mi guardano. Sorridono. Si
guardano. Si avvicinano. Ed iniziano a ballare
abbracciate, strette con un sorrisino sul
volto. La melodia del sax crea nella sala
vuota un’atmosfera particolare che
le due ragazze accompagnano con i loro movimenti
lenti, sinuosi, sexy, eccitanti.
Si guardano negli occhi si
sfiorano le labbra…Si baciano con
passione. Le lingue che si incrociano vertiginosamente.
Le mani di ognuna sfregano,palpano il corpo
dell’altra, le bocche che passano
sul collo, sui lobi, sul viso.
Sono completamente esterrefatto.
Stono una seconda volta. Mi interrompo.
- Ti prego. Continua –
con un filo di voce la bionda guardandomi
mentre l’altra continua a baciarla
ininterrottamente sul collo.
Riprendo il motivo.
Pian piano si spogliano ed
allo stesso ritmo di questo strip sento
il cazzo gonfiarsi sempre di più.
La bionda si toglie il reggiseno.
La prorompenza del suo seno fa saltar via
l’indumento intimo e due tette enormi,
sode, troneggiano sul viso dell’altra
che le lecca e morde i capezzoli.
Sono completamente nude, si
leccano si baciano e si infilano le dita
in qualsiasi buco possibile. Gridano di
piacere e con gusto si leccano gli umori
che colano lungo le loro cosce.
Mi interrompo nuovamente.
Loro non curanti continuano. Ora è
la melodia dei loro gemiti che riempie la
sala. Tiro fuori il cazzo e mi masturbo
guardando le due ragazze che facendo un
69 godono come impazzite.
Stanno venendo nuovamente.
Sto venendo anch’io. Sborro. Schizzando
sui loro corpi non lontani da me. Si accorgono
di me e mi invitano a partecipare a quell’abbraccio,
all’intreccio.
Lingue e bocche che baciano
ovunque. Sento il mio cazzo stretto tra
le labbra che lo spompinano con veemenza
facendolo irrigidire nuovamente. Pronto
per una nuova schizzata. Mentre infilo la
lingua nella passera completamente bagnata
di non so più chi. Mi inondo di umori
bevo tutto senza mai smettere e sentendo
gemiti di piacere sento il mio cazzo penetrare
nella figa rovente. Salta su di me gridando
e godendo come posseduta da un demone. Sento
i suoi liquidi scendermi lungo il cazzo
e bagnarmi il pube.
- Vengo. Vengo. Vengooooooooo
– grido mentre la lingua continua
a penetrare quel tunnel completamente inondato
di piacere. Godiamo e gridiamo come forsennati.
Cambiamo posizione.
Ed ora è il turno della
bionda che si fa impalare il culo e gridando
ad ogni colpo sferratole dalla mia verga
lecca via dalla figa della collega la sborra
lasciatale dal mio passaggio.
Sto per venire ancora. Ed
ancora. Ed ancora. Le prime luci dell’alba
invadono la sala.
Ci rivestiamo. Ritiro il sax.
Chiudiamo il locale.
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