Imprevisto gay nello spogliatoio
di Eda87
Entrai negli spogliatoi molto
dopo rispetto agli altri. Mi ero fermato
a parlare con l’allenatore prima che
questo tornasse a casa. Ero sicuro di essere
solo: avevo visto gli altri miei compagni
di squadra uscire uno ad uno dal sottopassaggio.
Mi sedetti sulla panchina
e cominciai a togliermi i vestiti per fare
la doccia, quando sentii dalle docce che
l’acqua continuava a scorrere. “Qualcuno
deve aver dimenticato l’acqua aperta”
pensai scuotendo la testa e prendendo l’accappatoio
e lo shampoo. Aperta la porta mi vidi davanti
Francesco, fermo sotto l’acqua con
gli occhi chiusi.
Sono sempre stato attratto
dalle donne, ma devo ammettere che in qualche
caso avevo avuto pensieri erotici riguardo
qualche mio compagno di squadra. Uno di
questi era proprio Francesco.
Di corporatura minuta, ha
gli occhi verdi, la bocca larga con le labbra
rosse e sottili, i capelli castano chiaro;
i pettorali non sono troppo sviluppati mentre
gli addominali sono ben segnati. Di lui
osservavo soprattutto di sfuggita il culetto
sodo e rotondo e le gambe belle, muscolose
e praticamente glabre, proprio da calciatore.
Il cazzo era di lunghezza e diametro notevoli
rispetto all’altezza.
Aprii l’acqua e mi misi
sotto la doccia a fianco alla sua. Aprì
gli occhi e mi guardò straniato.
–Ancora qui?- gli chiesi
sorridendo.
-Già…- rispose
lui abbassando lo sguardo verso di me. Io
non credo di essere particolarmente attraente.
Sono moro, abbastanza alto e il mio fisico
non è troppo muscoloso. Fatto sta
che vidi nei suoi occhi qualcosa di strano.
Iniziai ad insaponarmi il
pacco e le cosce e Francesco continuava
ad osservarmi. Distolsi lo sguardo dal suo
culo bagnato. –Mi dai un po’
di shampoo?- mi chiese di colpo.
-Certo- risposi allora rilassandomi
e versandogliene un po’ sul palmo
della mano. Lui se lo spalmò sul
petto, poi sugli addominali e poi sui coglioni,
massaggiandosi appena il pene con il palmo
delle mani. Poi si piegò in avanti
e si insaponò le gambe. Vidi che
era in semi erezione e anch’io cominciavo
ad eccitarmi. Mi girai dall’altra
parte e continuai ad insaponarmi le braccia.
Sentii una sua manina sulla spalla. –Me
ne dai ancora un po’?-
Mi voltai. – Certo,
certo… allunga la mano- lui mi guardò
storto e si voltò. – Me lo
spalmi tu sulle spalle e sulla schiena?-
Deglutii, ne versai un po’
sulle sue spalle, e cominciai a massaggiare.
–Ah… sì, bravo…
scendi pure, massaggia anche più
in basso…- scesi con le mani e arrivai
all’altezza dei fianchi. Mi avvicinai
a lui, fino a sfiorare con il pene il suo
culo. Gemette e si mise una mano sul cazzo.
Massaggiai da dietro gli addominali cingendolo
con le braccia. Dall’ombelico lo insaponai
sempre più in basso, fino a toccargli
il pene con le mani. Lo insaponai e lo toccai
delicatamente.
Poi passai al culo. Mi abbassai
fino ad avere gli occhi all’altezza
dell’ano; lo insaponai bene, toccandolo
e massaggiandolo anche intorno al buchetto.
Mi alzai e lo sentii gemere ancora. Gemetti
anch’io girandolo. Lo misi con le
spalle al muro ed iniziai a baciarlo. Gli
infilai la lingua in gola tenendolo premuto
con le spalle al muro. L’acqua scorreva
su di noi. Gli misi le mani sul culo e gli
alzai una gamba. Si avvinghiò con
il polpaccio alla mia schiena mentre con
una mano lo toccavo su e giù per
la coscia e gli accarezzavo il polpaccio
e con l’altra entravo tra le natiche
scivolando con il sapone. I nostri cazzi
in erezione si toccavano. –Scopami…-
mi sussurrò nell’orecchio mentre
gli leccavo il collo. Si girò ancora,
appoggiò le mani al muro e divaricò
le gambe mostrandomi il suo culo ben aperto.
Lo leccai e gli aprii l’ano, irrompendo
poi con il mio pene. Il sapone e l’acqua
rendevano facile e fluida la penetrazione.
Francesco godeva e gemeva dal piacere. Io
continuavo a penetrarlo godendo come non
mai; venimmo insieme. Il suo sperma inondò
il pavimento delle docce. Ci separammo e
ci baciammo ancora per qualche minuto, poi
ci lavammo insieme e tornammo a casa.
|