L'incontro
di Il paperotto
Era seduto nella sua auto,
ferma nella parte più buia del parcheggio
del centro commerciale, in attesa di un
sms, di una chiamata. Alla radio passavano
“Samba Pa Ti”,il volume era
basso, e comunque non faceva molto caso
alla musica di Santana.
Ogni 10/15 minuti abbassava
il finestrino, prendeva una sigaretta dal
pacchetto stropicciato e l’accendeva.
Fumava nervosamente, i mille pensieri che
aveva in testa lo assalivano, come il freddo
pungente di quella sera di fine novembre.
Forse i sensi di colpa, forse
la paura di uno scherzo, di un bidone. No,
non poteva essere, ci aveva parlato al telefono
ed era impossibile che potesse trattarsi
di uno scherzo. Arrivare con troppo anticipo
al luogo del tanto sospirato appuntamento
forse era stato un errore, ogni minuto in
più era tensione che accumulava.
I pensieri confusi che si intrecciavano
nella sua mente erano tanti, passava dall’immaginare
l’incontro con lei ad una ipotetica
chiamata di sua moglie, rimasta a casa davanti
alla tv e convinta che il marito fosse in
un bar del centro a guardare la partita
con alcuni amici.Lei all’oscuro di
tutto, che in quei 5 mesi non si era mai
chiesta perchè lui potesse perdere
ore di sonno per stare davanti al computer.Lei
che non dava più o che forse non
era mai riuscita a dar lui le attenzioni
e l’emozioni che quel nick, che quegli
sms, che quella voce trasmettevano.
Improvvisamente un “beep”
bloccava instantaneamente quel susseguirsi
di immagini e preoccupazioni. Un movimento
veloce per afferrare il cellulare,premere
2 volte un tasto e sul display un sms: “Sono
quasi arrivata.5 min”.
Un ultima sigaretta per provare
ad ingannare gli ultimi minuti di quella
interminabile quanto tormentata attesa.
Ed ecco un’utilitaria
affiancarsi alla sua destra. Si, è
la sua auto.La portiera che si apre e finalmente
lei.
La velocità con la
quale scende dalla propria macchina non
da lui il tempo per poterla guardare bene,
ma è solo questione di un attimo,
tanto basta per ritrovarsela seduta al suo
fianco, coperta dalla vita al collo da un
giubbottino nero, al quale fanno da contrasto
i capelli biondi e leggermente mossi, che
le scendono fin sotto le spalle.
Si guardano. Tra le tante
cose in comune che han sempre detto di avere,
si somma ora quell’imbarazzo che lui
prova invano a non mostrare.- Ciao Bionda
67- le dice con un sorriso che prova a rasserenare
la donna. “Ciao Artista Bizzarro”
replica lei, facendoli scoppiare in una
risatina liberatoria.
Pian piano vincono l’emozione
iniziale raccontandosi delle rispettive
attese, del traffico trovato durante il
tragitto ed una serie di inutili particolari
a cui nessuno dei due da importanza. Parlano
guardandosi, studiando ogni piccolo particolare
dell’altro, senza darlo troppo a vedere
ovviamente.
Finchè decidono di
spostarsi alla ricerca di un locale dove
poter bere qualcosa e nel frattempo potersi
scaldare un attimo.
Durante la ricerca del posto
le chiacchere continuano intervallate da
manciate di secondi di durante i quali la
radio copre un silenzio che potrebbe peggiorare
la situazione.
L’auto si ferma poco
più in là di un locale. –
Qui staremo tranquilli – rassicura
lui poco prima di scendere.
Pochi passi per entrare nel
locale, l’unico suono lo emettono
i tacchi degli stivaletti di lei. Lui, mani
nelle tasche dei suoi jeans, ogni tanto
lancia qualche occhiata sulle sue gambe,
coperte da collant scuri e da una minigonna
che ondeggia ad ogni passo.
Arrivati nel locale vengono
diretti verso un angolo della sala dove
posso stare tranquilli. Sembrano una vera
coppia nonostante i 9 anni in più
che lei non dimostra . Prima di sedersi
si svestono delle giacche. Una camicietta
bianca abbottonata quel tanto che basta
per coprirle i seni che lui difficilmente
non riesce a non notare.Si accomodano, uno
sguardo veloce alla lista per poi ordinare
un Mojito ed una kaipiroska che dopo pochi
minuti vengono serviti.
La serata scorre tranquilla,
tra le noie quotidiane dei rispettivi uffici
ai rapporti con i rispettivi consorti. A
volte qualche battuta, qualche risata ed
i bicchieri che restano pieni di ghiaccio.
Si accordano per un altro drink, tanto lontano
è l’imbarazzo iniziale e parlano
divertiti come se si conoscessero da sempre,
ripetendo le battute della chat e prendendosi
anche un pò in giro.
Uno sguardo all’orologio.
I bicchieri sono nuovamente vuoti. È
il momento di rientrare al parcheggio. Mentre
lui paga, lei passa qualche minuto in bagno.
Nell’attesa, una sigaretta, ormai
è rilassato sa che non ci sono più
motivi di imbarazzo, e lontano è
il pensiero della moglie.Si riapre la porta
del locale, lei gli si avvicina lo prende
sottobraccio, ed insieme, ridendo si dirigono
verso l’auto.
Continuano a scherzare, entrambi
pensano che piega possa ora prendere la
serata, se uno dei due possa fare il passo
che li porti fin dove sono arrivati con
mail e messaggini.Vorrebbero entrambi tramutare
in realtà quella miriade di parole
che rimbalzavano da un cellulare all’altro,
da un computer all’altro.Parole di
dolci e tenere effusioni, parole di passione
interminabile, parole che una volta lette
risvegliavano in loro quella voglia di vedersi,
di toccarsi, di aversi.
Rieccoli al punto di partenza,
quel parcheggio nel quale i due sono giunti
al momento dei saluti.
- È tardi per te? –
chide lei.
- No, per te? – risponde
lui sempre col sorriso sulle labbra.
-Neanche per me. Allora mi
tolgo questi stivali che mi stanno facendo
malissimo ai piedi. – e con non poche
difficoltà riesce a togliere gli
stimali sistemandoli sul sedile posteriore.
–
Lui intanto toglie il giubotto,
l’aria calda in auto aveva invaso
tutto l’abitacolo e quel suo maglioncino
poteva bastare. Lei lo imita, rimanendo
con quella camicietta sul quale lui ogni
tanto faceva cadere lo sguardo.
Parlando, qualche dispettuccio,
sanno entrambi dove arriveranno, ma nessuno
dei due sa come arrivarci. Basta una banalità,
un piccolo gesto che gli avvicini. Le parole
continuano a volare, si prendono per mano,
si accarezzano, i movimenti si fanno più
veloci. I corpi di entrambi tremano, nonostante
il caldo all’interno dell’auto,
si fissano non riescono, è più
forte di loro. Lui, accarezzandola sul viso,
si avvicina alle sue labbra, lei fa altrettanto
mentre con le braccia lo avvolge in un abbraccio.
Le labbra si sfiorano, sussurri a malapena
si sentono, un bacio passionale li avvolge
in quell’atmosfera sospirata da mesi.I
cuori dettano un tempo frenetico ai loro
corpi, che si toccano, si carezzano e che
tremano dalla voglia di aversi.
Lui fa scivolare la mano dal
viso, lungo il collo, facendole venire i
brividi.A lei piace sentire le sue dita
che nonostante la sfiorino le facciano sentire
tutta quella passione. Ancora un lento movimento
per scendere lungo la spalla, sul braccio
per poi terminare questa discesa sul fianco.
Non pensavano potesse divenire reale quella
passione virtuale provata nelle notti estive
quando sudavano davanti ad un pc, toccandosi
e descrivendo le sensazioni provate.Ora
e tutto reale, i morsetti di lei sul lobo
dell’ “Artista” ,la mano
poggiata sul seno,i piccoli sospiri, è
tutto vero. La bacia sul collo, dietro i
lobi.La “Bionda” ne ha voglia,
molta voglia. Questi piccoli gesti le sono
mancati, mancati da tanto, troppo tempo.
Quando viene baciata tra collo e spalla
mentre una mano le carezza con forza e delicatezza
un seno, decide di voler fare altrettanto
per lui, facendo scivolare la mano lungo
il maglione e dopo un passaggio da una coscia
all’altra ne sente il gonfiore del
sesso, chiuso in quei pantaloni, come se
le trasmettesse tutta la voglia di potersi
liberare e posarsi tra le sue mani.
Non ci penso molto, slaccio
la cintura ed i pantaloni ed in qualche
modo lo estrae afferrandolo in qualche modo.
Qualche dolce movimento per sentirlo pulsare
nella propria mano, poi avvicinasi al suo
orecchio – Abbassa il sedile, non
dire nulla – Pochi attimi per trovarsi
sdraiato ad occhi chiusi,con lei china sul
suo basso ventre che stringe con colpetti
di lingua gioca col suo sesso, prima di
chiuderlo tra le proprie labbra.é
pronto per esplodere, lei lo sente ma non
vuole. Si ferma un attimo qualche movimento
contorto sul sedile. Ecco i suoi slip. Un
ultimo bacio sul basso ventre si lui, pronta
a ricevere ora tutta quella voglia e quel
pulsare sentito tra le labbra. Si sdrai
su di lui. Riprendendosi a baciare lui esplora
con la mano le sue cosce, il fondoschiena
e poi decide di avvicinare le proprie dita
a quella fessura dalla quale sono percettibili
gli umori che ne scivolano fuore lentamente.
Ci gioca un pochino sentendo
il suo respiro farsi più profondo,
più forte, fino a passare quel confine,
e sentire le proprie dita bagnarsi della
sua voglia.
Senza mai una parola, solo
con respiri e profondi, i dolci suoni di
baci e corpi che si strofinano.
Un piccolo sguardo di intesa
per giungere al momento tanto atteso, non
il luogo desiderato, forse un pò
scomodo, ma la posizione che hanno sempre
detto di preferire.
Aiutandolo con la mano, indica
lui la strada da prendere per risalirle
lungo le cosce. Giunto a destinazione lo
lascia nell’attimo in cui i due sessi
si sfiorano.Lei sente schiudere le sue labbra
e pian piano sente lo sente salire e scendere
accompagnandolo con piccoli gemiti.
Sentirsi dentro lei, sentire
quel calore che ricopre la parte più
sensibile del proprio corpo, sentire il
piacere che lei prova lo fa star bene.
Non riesce a non baciare quella
splendida donna che tante emozioni gli sta
regalando. I movimenti di lei si fanno sempre
più veloci: la voglia di sentire
esplodere lui è troppo grande ed
anche lei è molto vicina a quel traguardo.
Poco ci vuole per farli scoppiare
di piacere, poco è bastato. Ma in
quei pochi minuti, sono stati travolti da
un esplosione di emozioni.
Si rivestono.Un ultimo bacio.
– A dopo mio dolce “Artista”
–
- A dopo meravigliosa “Bionda”
–
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