NETWORK
 

Racconti Erotici
ULTIMISSIME

L'iniziazione

Anna non l’aveva mai fatto. Non certo perché non avesse avuto l’occasione: i suoi vent’anni anni erano allegri e furbi e li stava vivendo con un entusiasmo da fare invidia alle più accanite sostenitrici del sesso sfrenato. Ma gli uomini che aveva avuto erano troppo distratti o troppo preoccupati, e davanti al suo primo "no" si erano ritirati senza pensarci più. Accontentandosi della sua pelle elastica e sfuggente, delle sue cosce lunghe e ferme, del suo seno alto e prepotente, della sua bocca generosa e delicata, del suo sesso fresco e sincero. Marco, invece, la prima volta che fecero l’amore aveva chiesto subito di entrarle nel culo. Gli piaceva incredibilmente perdersi in una donna scomparendo nel taglio rasserenante delle natiche. Si era chiesto, e gli avevano chiesto più volte, se a piacergli tanto fosse una questione di testa o una sensazione esclusivamente fisica. Non sapeva rispondere. Fare sesso in quel modo gli piaceva e basta, lo esaltava e lo inteneriva nello stesso momento.

"Non l’ho mai fatto. No. Non mi va'. Credo che mi farebbe molto male", aveva detto Anna quella prima volta. Marco non volle insistere: sapeva che Anna non aveva alcun tabù, seguiva solo il suo percorso emotivo e erotico fatto infiniti ghirigori di sensazioni e turbamenti. Lungo quel percorso c’era lui, ora. Bisognava solo aspettare. Non forzare.

La seconda volta che si incontrarono Marco le ripropose l’invito. Anna era distesa sul di lui e gli mordicchiava il collo con allegria. Marco era dentro di lei, con una mano la teneva per il bacino e con l’altra le accarezzava il culo, e con un dito spingeva sull’ano. "Proviamo?", disse. Lei puntò le ginocchia lungo i suoi fianchi e si alzò. Lo guardò con un’aria decisa e poi disse: "Proviamo un buco alternativo?!". Parlava così, con quel tono scanzonato e disarmante che la rendeva irresistibile. "Dài, proviamo", aggiunse subito dopo, e con un guizzo lo fece scivolare fuori e si distese offrendogli la schiena.

Marco prese un cuscino e lo sistemò sotto il ventre di Anna, poi si allungò sul letto e prese una crema idratante lasciata da chissà chi sulla mensola vicina al letto. Si accorse che i suoi movimenti erano diventati lenti, quasi solenni. Si sorprese di questo e ne sorrise. Rovesciò la crema tra i glutei tondi e bianchi di Anna, la raccolse con un dito e cominciò a sfiorarle l’ano. Prima leggero, poi premendo pian piano. Entrando e allargando un po’ alla volta il suo desiderio. Lentamente.

Anna seguiva con attenzione quei movimenti, ma sapeva che doveva rilassarsi. Si lasciò andare un po’ alla volta, ma non riusciva a farlo completamente. Respirò a fondo, poi socchiuse gli occhi e fissò le candele che avevano acceso ai piedi del letto prima di buttar via i vestiti. "Sembra un’ iniziazione", disse, un po’ per scherno, un po’ per farsi coraggio. Poi insistette: "Non farmi male: è la prima volta. Ricordalo". E chiuse gli occhi.

Marco le poggiò larga una mano sulla schiena, e la tranquillizzò. Con l’ altra continuava a massaggiarle l’ano. Versò altra crema e le entrò con due dita. Sentiva i piccoli spasmi di Anna, le contrazioni dello sfintere ogni volta che spingeva più in fondo e la dilatazione ogni volta che si fermava. Mentre continua a massaggiare, si fermò a guardare la forma di quel culo. Tondo, bello, sincero.

Anna cominciò a gemere, Marco a ricordare. Quante volte si era ritrovato in quella posizione. E ogni volta provava sensazioni diverse, e ogni volta gli piaceva sempre di più. Chiuse gli occhi e rivide il culo duro e nero di Cinzia, la sua prima ragazza. I fianchi larghi e solidi di Patrizia, che continuava a stupirlo quando lo prendeva dentro chiedendo ogni volta più forza e più violenza. Rivide il culo stretto e nervoso di Mirella, che non godeva mai, ma non voleva fermarsi mai. E quello profumato di Jolanda che preferiva farlo accovacciandosi sopra. Ripensò all’emozione che provava spingendo forte sulle reni di Cristina, che una volta preso dentro lo stringeva forte, fino alla pazzia. E alla tenerezza che le dava Mary, la donna che aveva sposato perché non poteva tenerla vicina.

Marco, con le dita, continuava a spingere dentro Anna. Lei aveva preso a sospirare e a lamentarsi sommessamente per i brividi che la stavano catturando. Poi i gemiti divennero più acuti e Marco abbandonò le immagini che si confondevano nella sua testa. Si ritrovò ancora eccitato, ma senza più erezione. Non si sorprese: il ricordo gli aveva lasciato dentro una sensazione mai provata prima, ma che riconobbe come inevitabile. In quelle condizioni non avrebbe certo potuto entrarle dentro. Anna si era ormai persa e aveva smesso di gemere. Lui tentò lo stesso di avvicinarsi. Si fece strada allargando le natiche di Anna e si appoggiò con la punta del pene. "Ti prego fermati. Ora mi brucia tutto", lei disse. Marco si ritirò, si distese sulla schiena di lei e l'abbracciò forte. Anna si liberò con dolcezza, si girò e lo ricercò con le mani. Marco si commosse e la baciò con riconoscenza: lei lo aveva guidato all’iniziazione dei suoi quarant’anni senza fargli provare paura.

<< indietrosegnala ad un amico
ULTIMISSIME
pag. 1 pag. 2 pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 9 pag.10 pag.11 pag.12 pag.13 pag.14 pag.15 pag.16 pag.17 pag.18 pag.19 pag.20 pag.21 pag.22 pag.23