L’invito a cena
di Carlotta 64
Sono una donna di 42 anni,
seduta sul mio letto, in attesa.
Ho indosso ormai solo reggiseno e mutandine,
di pizzo, calze e reggicalze, scarpe, leggermente
alte.
Mi ha sfilato i vestiti, lui, Maurizio,
15 anni. Una cosa da non credere.
La libido gli usciva dalla pelle quando
mi chiese, sfiorandomi i fianchi con un
passaggio avvolgente di mani, di invitarlo
a cena. Mio marito, suo zio, non c’era
per qualche giorno….
“Zia, perché stai sola? Invitami
a cena una sera…”
Indubbiamente sapevo che ci avrebbe provato….e
un invito da parte mia era già per
lui una grossa conquista. Una donna che
invitava un ragazzino per una serata insieme…
Avevo qualche dubbio, ma alla fine lo invitai….
Un piede mi sfiora. E’ il suo primo
tentativo. Lascio fare. Ma la situazione
eccita anche me. Lo osservo. E’ un
bel ragazzino! E la sua forza di adolescente
emana un sapore di voglia, di sogno, di
desiderio che mi contagia lentamente. La
mia gamba è colmata di attenzioni.
Ci sto! Manuel sembra estasiato…i
suoi occhi mi divorano: mi vedono già
nuda….mi sento come spogliata!
La cena finisce. Rassetto la cucina.
Lui alle mie spalle.
Mi avvolge il sedere in un palpare delicato
e carezzevole.
Solleva la gonna a passi di dita ed entra
sotto i vestiti. Tiene i miei fianchi con
le mani come se li conoscesse già
profondamente. Come se già mi possedesse….
Non diciamo parole, solo mi sfila lentamente
la gonna. Poi la camicia… fa scivolare
la mano nel mio seno, mi liscia la pelle.
Giù le spalline della sottoveste,
che mi scende lungo le curve del corpo.
Mi accorgo che mi muovo per aiutarlo a sfilarla.
Sento nelle sue mani ormai la certezza di
avermi.
Sedotta. Disposta a lasciarmi andare completamente.
Sedotta da un ragazzino per una sera proibita.
Poi mi prende per mano, mi sussurra all’orecchio
“andiamo in camera da letto”.
Sedotta, lo guido nel mio talamo.
Ed ora sono così, provocante, sapientemente
spogliata da mani delicate, he vogliono
godere di ogni conquista, ma non ancora
nuda. Aspetto, eccitata.
Lui è ancora in jeans e maglietta,
l’ abbigliamento dei suoi 15 anni….si
spoglia.
Mi guarda con intenso desiderio. Alzo ed
abbasso gli occhi.
Lo guardo a tratti. E’ bello. La sua
pelle vergine. Ho voglia di sfiorarlo.
Scendono le mutande. Un pene sorprendente,
ritto, ben proporzionato è rivolto
verso di me. E’ nudo, lui. Si avvicina.
Mi accarezza il viso, lo solleva.
Lui in piedi, io seduta. Il suo membro è
davanti al mio viso. Lo sfioro con le labbra.
Lo bacio appena. Gusto di maschio sulle
mie labbra. Da tanto non bacio il pene a
mio marito….
Mi solleva. Sto dritta di fronte a lui.
“No, zia. Non so quanto resisto ancora…”
In effetti è eccitatissimo.
“Cosa vuoi, Manuel?”
Pensa per un istante, poi mi gira di spalle.
Mi accarezza i fianchi. Sento l ’uccello
tra le gambe.
Mi bagno.
Si allontana e mi lascia lì, in attesa…..
Apre l’armadio. Lo specchio riflette
il letto, di lato.
Ritorna al mio fianco. Mi prende per mano
fino alla sponda opposta del letto.
Mi vedo nello specchio, vedo lui dietro
di me.
Mi bacia sul collo. “Sei bellissima”
Le sue mani mi percorrono tutta. Mi fanno
già sua….
Finalmente il suo desiderio si manifesta:
“Zia, voglio montarti!”
La sua richiesta mi gela. Non me lo aspettavo
da un ragazzino. E per di più davanti
allo specchio! Non lo avevo mai fatto!
Seduzione ed erotismo. Una sera inaspettata.
Ma già mi slaccia il reggiseno, mi
palpa le mammelle. Mi vedo, lo vedo.
Mi sfila le mutandine. Mi vedo, lo vedo.
Nuda, lui alle mie spalle mi guarda, mi
palpa, mi avvolge. Mi scioglie i capelli.
Mi fa salire a quattro zampe sul letto,
conducendomi con le mani sui fianchi.
Lo vedo salire in ginocchio, prendere in
mano la verga, farla strofinare sulle mie
chiappe.
E’ diventata lunghissima!
Mi apre le gambe ed indirizza il pene dentro
di me, lentamente.
E’ splendido!
Vedo nello specchio le mie mammelle dondolare
al ritmo lieve che mi impongono i suoi colpi.
Mi guidano sicure le sue mani sui fianchi.
Lo vedo. Un giovane maschio sta imponendo
il suo potere su una femmina adulta, con
orgoglio, sicurezza e dolcezza.
Mi vedo. Un’espressione di splendido
godimento mi percorre il viso ad ogni suo
movimento.
Non ricordavo un piacere tanto profondo.
Viene dentro di me.
Alza le braccia come all’arrivo di
una corsa. Vittorioso.
Si abbatte su di me.
Vengo anch’io. Urlando. Vengo!
E’ sfinito.
Povero piccolo.
Lo accarezzo e lo bacio.
La sua monta è stata un capolavoro
di seduzione, di erotismo e di piaceri proibiti.
Lo guardo rivestirsi e andare via, provato.
“Maurizio, sei stato grande!”
gli dico.
Un bacio sulle labbra.
“Grazie, zia”
“Grazie, Maurizio”
“Addio”
|