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Racconti Erotici
BigShots - Il Nuovo Forum

La perpetua

La Chiesa prescrive che una perpetua debba avere più di cinquant’ anni.

Per mettere il povero prete al riparo dalle tentazioni della carne.

Essa quindi considera rottamate sessualmente le poverelle che hanno sorpassato quella fatidica età.

Bell’ idea! Che ne dite, donne?

La perpetua di Don Santo contava settanta primavere, perciò il margine, talmente ampio, dava una sicurezza pressochè totale.

Niente fremiti carnali dunque, nell’ intimità della canonica.


Ma a me quella perpetua mi incuriosiva. Mediamente alta, dritta, era magra. Se avesse avuto vent’ anni avrei dovuto dire snella, ma alla sua età magra è più appropriato.

Capelli bianchi e lisci, assicurati con un elastico sulla nuca, formavano una piccola coda. Il vestito era sempre nero, naturalmente, a metà polpaccio. Calze grosse, nere. Scarpe basse, nere. Camminava a papera. Vale a dire metteva un piede esattamente davanti all’ altro, con i piedi rivolti all’ esterno, per tenere l’equilibrio.

Un’ andatura da indossatrice, ma questo solo i miei occhi lo capivano.


Abitavo vicino alla chiesa e avevo avuto diverse occasioni di vederla da vicino. Il collo era grinzoso, le mani pure, grinzose e macchiate. Il naso grosso, le orecchie anche. (L’ età non perdona). Sorprendentemente sembrava non aver perso neppure un capello. La loro attaccatura sulla fronte rugosa era a cuore.

Da giovane doveva essere stata carina.

Gli occhi, un po’ acquosi (l’ ho detto che l’ età non perdona), erano di un nero così nero da non far scorgere le pupille.

Sembravano piattini neri.

Una volta mi guardò dritto con quei piattini, e nel suo sguardo non vidi niente. Dicono che gli occhi siano lo specchio dell’ anima, ci si dovrebbe leggere il carattere della persona.

Ebbene, il segreto del suo carattere quella donna se lo teneva per sé.


E un giorno quella donna fece una cosa inquietante (per me). Eravamo un quattro-cinque persone, a chiaccherare, sul sagrato, e c’ era Lei.

Dovete sapere che non parlava quasi mai, la perpetua, era sempre seria.

Ma, a una battuta un po’ faceta di uno di noi, improvvisamente e inaspettatamente, Lei si mise a ridere. Una risata sguaiata, quasi una sghignazzata.

E si mise una mano davanti alla bocca in un gesto di pudore!

Il contrasto fra quella risata incontrollata e quel gesto di pudicizia (evidentemente insegnatole fin da piccola), mi lasciò di stucco.

Notai la bella bocca, grande, le vecchie labbra carnose e rosee.

I denti troppo bianchi e perfetti per essere i suoi.


Giorni dopo, a mezzanotte circa, nel tornare a casa dall’ osteria, un po’ brillo che ero, scavalcai il basso muretto della canonica per tagliare il percorso.

Nel passare sotto la finestra della camera di Don Santo sentii un gemito, poi un altro. Poi una specie di mugolio… un altro.

Povero prete! Aveva il mal di denti!

Prima di giungere a casa, uno strano pensiero mi colse: ma la perpetua, quando va a dormire, si toglierà la dentiera?

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