Le avventure di una coppia aperta
di Sam Personaggi:
Mario - il sottoscritto
Lorena - mia moglie
Patrizia - l’amica del cuore di Lorena
Giorgio - il mio collega di lavoro
Elisa - la fidanzata di Giorgio
Abedul - l’amico di Patrizia
Roberto e Nik - i due amici
Capitolo
I
Eravamo distesi sul divano
di casa io in boxer e Lorena (mia moglie)
in baby doll, stavamo guardando la tv in
piena intimità, era una sera di agosto,
faceva un caldo infernale, quando ad un
tratto sentimmo squillare il citofono.
-Chi è – dissi
io.
-Sono io, la vostra amica
Patti.
Non appena aprii la porta
di casa, sgranai tanto d’occhi, talmente
era sexy.
Bellissima come sempre con
la sua minigonna mozzafiato e una camicetta
aperta sul davanti, nonostante avessi la
mia Lorena distesa sul divano mezza nuda,
la guardai con vogliosità, mia moglie,
abbassò lo sguardo tra le mie cosce
e si accorse che il mio “lui”
diventava sempre più grosso, e incurante
della presenza di Patrizia, allungò
una mano e lo accarezzò con voglia,
dicendo:
-Ti piace la Patti?
-Certo non vedi che sventola
di donna.
-Risposi io: - passando a
mia volta la mia mano tra le sue cosce:
Patrizia, si sedette accanto a Lorena, e
appoggiando la testa sul suo seno mezzo
fuori dal suo pagliaccetto rosa, disse:
-Sono giorni che non faccio
l’amore, vedendovi cosi nudi mi avete
messo una voglia addosso che non vi dico.-
e cosi dicendo, incominciò a leccare
il capezzolo del seno di Lorena, intanto
il mio pene aumentava di volume a dismisura
nel minuscolo boxer che avevo indosso.
-Dai Patti, prendiglielo in
bocca, lo stavo per fare io prima che tu
arrivassi.
Patrizia non se lo fece ripetere
due volte, lo tirò fuori dal boxer
e incominciò a succhiarlo con avidità.
-Avevo tanta voglia di fare
l’amore questa notte, quello stronzo
di mio marito, sono giorni che manca da
casa, con la scusa del lavoro all’estero
mi lascia sempre sola, sapeste quante notti,
mi devo fare dei ditalini, e usare il mio
pene di gomma per la troppa voglia che ho,
ma questa sera, la voglia di un bel cazzo
di carne era troppa, per continuare a rimanere
da sola.
Intanto che mi succhiava il
cazzo, Lorena gli si pose dietro, e le incominciò
a leccare la fica e il buchetto del culo,
non prima di avergli tolto il minuscolo
perizoma.
Avevo una visione grandiosa,
Patrizia tra le mie cosce che mi succhiava
l’uccello, ormai nuda, e la mia Lorena
dietro di Lei che gli leccava la figa.
-Patti, vienimi sopra siediti
sul mio cazzo, cosi te lo infili in figa?
-Certo non preoccuparti che
ho una voglia pazza di scoparti, e questo,
riferendosi al mio pene, ormai è
mio questa notte.
Dopo averselo aggiustato tra
le grandi labbra, e dopo che la mia Lorena
gli avesse inondata la figa di saliva, se
lo fece sparire tutto in figa.
Mi cavalcava con passione
e foga, si vedeva che era assetata di cazzo,
anche la mia Lorena non scherzava, forse
dal fatto che la situazione in cui ci trovavamo
per Lei era una novità.
Leccava il seno di Patrizia
con passione, e ogni tanto tirava il pene
fuori dalla figa di Patrizia, e gli dava
qualche succhiata, sputandoci sopra un pò
di saliva, e poi lo rimetteva nella figa
di Patrizia, che a sua volta continuava
il suo su e giù.
-Patti, qui non siamo tanto
comodi, andiamocene in camera.
-OK. – rispose Patrizia.
Si incamminarono tutte e due
abbracciate verso la camera da letto completamente
nude.
-Siete due pezzi di figa.-voltandosi
verso di me tutte e due, mi mandarono un
bacio con la mano.
-Non tardare a venire anche
tu, che abbiamo bisogno di “LUI”.
- volgendo lo sguardo tra le mie cosce.
Quando entrai in camera da
letto, Patrizia era letteralmente addosso
a mia moglie Lorena, la quale si faceva
leccare le mammelle.
Restai a guardare a lungo,
quelle due donne che si accarezzavano e
baciavano tutte scomposte sul grande letto
matrimoniale.
Patrizia leccava con avidità
tra le cosce di Lorena, la quale ricambiava
con la lingua sulle grandi mammelle dell’amica,
ormai seminuda accavallata tra le cosce
di Lorena.
Patrizia intanto si era messa
a cavalcioni su di Lorena, leccandogli la
figa e allo stesso tempo facendosi leccare
la sua.
Erano bellissime in quella
posizione d’amore.
Con calma, mi posizionai dietro
il bel culo di Patrizia, gli infilai il
mio pene prima in figa, e dopo avergli lubrificato
il buchetto del culo, lo infilai tutto dentro.
La sentii fremere, ma capii che gli piaceva
molto prenderlo nel culo.
Intanto che la mia Lorena
veniva leccata dalla Patrizia, trovò
la forza di dire:
-Vai piano non godere adesso,
che lo voglio anch’io nel culo caro.
-Certo tesoro, come tutte
le sere del resto.
Il mio andirivieni, la faceva
godere al massimo, mugolava dal forte piacere
che otteneva sia dal mio grosso uccello
che le penetrava l’ano, e dal corpo
nudo di mia moglie Lorena che si faceva
leccare tra le cosce.
-Dai ora girati, voglio leccarti
il buchetto mentre Mario mi penetra nella
figa.- disse Patti a Lorena.
Si distese sul gran lettone
della nostra camera, divaricando le cosce
per farsi penetrare nella figa ormai rorida
della sua sperma.
Lorena gli si pose con la
figa sulla bocca, e mentre mi guardava tirò
fuori la lingua per baciarmi in bocca.
Nello stesso istante infilai
il mio pene nella sua ormai rorida figa
e ricominciai il mio su e giu tra le sue
natiche, ma questa volta nella larga figa
di Patti.
-Dai ora tocca a me disse
Lorena.-e mettendosi carponi e con il viso
tra le cosce di Patrizia mi invitò
a incularla.
Prima inumidii il culo con
lo sputo della mia bocca, ma capii ben presto
che non c’è nera bisogno, perché
come poggiai il mio glande sul roseo forellino,
entrò all’interno senza grossi
problemi, solo un gemito di piacere usci
dalla sua bocca.
Quella notte me la inculai
con gusto, anche perché sotto di
me oltre a Lorena con il suo bel culo all’aria,
avevo anche la visione di Patrizia con le
sue cosce divaricate sotto la lingua sapiente
di Lorena.
Dopo molto tempo di questo
menage, inondai i visi delle due donne che
intanto si spalmavano con la lingua il mio
sperma sul viso.
Ci accasciammo tutti e tre
esausti sul letto, solo dopo un bel po’
Patti disse:
-Sono veramente sazia, siete
dei meravigliosi amanti, spero solo che
questa notte si possa ripetere con o senza
il mio Lui.
-Sta a te, quando vuoi basta
bussare alla porta. Rispose Lorena.
Accavallando le loro gambe
attorno al mio corpo dopo un po’ ci
addormentammo esausti ma felici e sazi d’amore.
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