Maria Giovanna dalle cosce larghe
di Nicky Mirtillo
Nella
Sicilia ancora tradizionalista e bigotta,l'arrivo
nella scuola superiore "Meucci"
della professoressa Maria Giovanna De Nicola,sensuale
40enne professoressa di religione, sconvolse
il panorama della tranquilla cittadina di
Assoro.
La donna, dai lunghi capelli
rossi,viso lineare,sorriso sempre pronto,seno
medio ma perfetto,glutei scultorei e una
prestanza fisica da atleta, era osservata
da tutti i ragazzi dell'istituto.
Rosario, 19enne bullo della
scuola, l'aveva scrutata e da quel giorno
non aveva che un pensiero in testa:scoparsela!
La donna vestiva molto attraente:gonne
corte,pantaloni in pelle attillati, camicetta
scollata.
Maria Rosaria aveva un figlio,
Carmelo, che aveva intenzione di entrare
in seminario ma che intanto frequentava
quella stessa scuola nella stessa classe
di Rosario.
Rosario spesso passava con
la moto vicino alla prof.ssa e si accostava
a lei facendo apprezzamenti e proposte
“dai maialona di una
prof, salta su che mi serve un ripasso”
lei lo ignorava infastidita.
Madre e donna tradizionalista
com'era.
Rosario iniziò così
a frequentare Carmelo facendo finta di interessarsi
ai suoi studi di teologia.
Rosario aveva un ascendente
fortissimo sul debole Carmelo.
Un giorno Rosario si autoinvitò
a casa di Carmelo per vedere la collezione
di francobolli che aveva.
Entrò nella casa dove
c'era anche la professoressa che guardò
con espressione severa il figlio per aver
portato un tipaccio simile in casa.
Mangiarono sullo stesso tavolo,in
3.
Mentre Carmelo parlava del
suo viaggio recente a Calcutta descrivendo
la terribile realtà indiana, Rosario
iniziò a strofinare il suo piede
sinistro con la gamba della madre di Carmelo,la
sua professoressa.
Venne il pomeriggio e Carmelo
illustrò a Rosario la sua collezione
di francobolli.
Rosario,annoiato, ordinò
a Carmelo di scendere “vammi a prendere
un pacchetto di sigarette al bar di sotto”
Carmelo uscì di casa senza discutere.
Rosario si stava chiedendo
per quale motivo aveva fatto questo,era
inutile provarci con la professoressa.
Poi però gli venne
in mente che era rimasto da solo in casa
con la sua professoressa.
Si alzò dalla poltrona
e cercò nelle altre stanze per vedere
dove si fosse cacciata la donna.
Entrato in cucina rimase folgorato
dalla visione di due glutei perfetti, in
un paio di pantaloni attilatissimi, da tuta.
Era la donna che stava spazzando
il pavimento, piegata.
Rosario non resistette.
Si calò gli jeans,
poi le mutande ed infine si posizionò
dietro la sua professoressa mandando in
contatto il suo pene duro per l'eccitazione,
con le sode chiappe di Maria Giovanna che
sussultò.
“Finalmente,mia!”
disse diabolicamente Rosario stringendo
a sè la donna che iniziò ad
urlare per dileguarsi dalla stretta.
Rosario la lasciò poi
si prese il pene fra le mani ed iniziò
a sbatterselo.
“non ti piace?ti fa
schifo? quant è che non scopi?”
chiedeva provocando,Rosario alla sua Professoressa.
Lei stava per rispondere ma
si aprì la porta di casa,segnale
del ritorno di Carmelo.
Rosario fece in tempo a risistemare
le mutande e i jeans.
Maria Giovanna si diresse
in bagno.
“Eccoti le sigarette”
disse Carmelo porgendo il paccheto a Rosario.
“Adesso fai una cosa,
preparami una bella torta ma chiuditi la
porta” disse a Rosario a Carmelo chiudendo
a chiave il coetaneo e dirigendosi verso
il bagno.
Si spogliò completamente
poi aprì la porta.
Non era chiusa a chiave.
C'era una doccia,i vetri appannati
perchè lei era già lì
sotto con quel corpo sensuale degno della
più bella modella americana.
Rosario non si fece scrupoli,aprì
la porta scorrevole della doccia e si intrufolò
dentro tra lo stupore della donna che stava
per urlare ma Rosario fece in tempo a fermarla.
I capezzoli della donna erano
a campanello, dritti per l'eccitazione di
quella circostanza.
Dritto era anche il cazzo
del ragazzo che ormai sragionava dalla voglia
di fottersi la sua insegnante.
Sfoderò il glande e
ci passò un pò di saliva poi
alla rgò le cosce alla donna che
non opponeva più resistenza.
“Ora vedrai come godi”
disse Rosario e intanto iniziò il
rapporto sessuale.
Il clitoride della donna venne
a contatto con l'organo del ragazzo che
spingeva come un addannato.
Stava per venire troppo presto,tale
era la voglia ma la sborrata tardò
ad arrivare e coincise con l'orgasmo della
donna.
Le urla di piacere furono
acute e tanta era l'eccitazione soprattutto
nel ragazzo che non solo si stava fottendo
la sua professoressa ma lo stava facendo
mentre il figlio era di là che preparava
una torta per lui.
Finito il rapporto,la donna
si gettò con la bocca sul glande
del ragazzo e gli praticò un rapporto
orale.
“ti faccio un bocchino
che ti faccio risalire su pure l'anima”
gli annunciò la donna con un sorriso
malizioso.
I due alla fine si scambiarono
un appassionato bacio con la lingua poi
il ragazzo chiese una spagnola.
La donna acconsentì
così il pene del ragazzo venne a
contatto con le sode tette della sua professoressa.
Quando finirono,uscirono dalla
doccia e andarono in cucina,tutti e due
nudi.
“Ti ho preparato la
torta” disse Carmelo a Rosario.
“E io mi sono trombato
tua madre” disse Rosario.
Carmelo intristì il
volto “ma come?!”
Maria Giovanna si sedette
a cosce larghe su una sedia e Rosario si
sedette su di lei,in modo che i due volti
fossero contrapposti per scambiarsi un caloroso
bacio con la lingua di fronte al figlio
Carmelo.
“Da oggi è lui
il tuo papà. Chiava molto meglio
di tutti” disse la professoressa al
figlio.
“ma mamma” protestò
Carmelo.
“Hai sentito che ha
detto tua madre? Stai zitto. Vai fuori che
noi dobbiamo scopare e quando torni, lasciami
il tuo armadio libero che mi trasferisco
qui” disse con arroganza, Rosario
a Carmelo sorridendo a Maria Giovanna.
Carmelo ubbidì rassegnato
e mentre usciva sentì sua madre urlare
di piacere.
Rosario aveva realizzato il
suo sogno.
Per Carmelo era iniziato un
incubo. |