Mi sono fatta montare da un adolescente
di Manuel
Sembra incredibile, ma è
proprio così. Il suo bel corpo, la
sue attitudini atletiche, la sua dolcezza
e gentilezza, la sua allegria, tutto di
lui era bello.
Era il più bravo del
gruppo di ragazzi in colonia, ed io facevo
l’accompagnatrice, cosa che mi piaceva
ancora nonostante i miei 45 anni e la famiglia
a cui badare.
Lui a 16 anni era già
un ragazzo ammirato dalle sue coetanee e
non solo.
Brillante com’era, veniva
ad assaggiare i piatti che preparavamo e
scherzando si complimentava con le belle
cuoche.
Ma che cuoca! Io ero una professionista!
Un avvocato, molto abile nelle cause legali,
ma con lui vicino non mi veniva quella parola
sciolta di cui ero capace….
Una sera la mia compagna in
cucina, anche lei donna di circa 40 anni
mi disse sottovoce, dopo che lui aveva fatto
la sua allegra comparsa: “Quando lo
sento vicino mi viene voglia di sentirlo.
Quando riesco a farmi sfiorare col corpo
mi piace da matti…”
Non avevo mai pensato a una
cosa simile, ma il giorno dopo, nel trambusto
appoggiai lievemente la tetta sul suo gomito,
e mi piacque…
Alla notte mi bagnai sognandolo
nudo. Ma come? Io turbata da un ragazzino!?
Lo vedevo giocare e me lo
immaginavo nelle sua bellezza di adolescente.
Ogni cosa che faceva lo immaginavo che la
facesse per me.
Quando suonava la chitarra
sognavo mi dedicasse le più belle
canzoni.
Talvolta mi guardava negli
occhi. E anche io mi sentivo… spogliata!
Non sapevo più che
fare. Trovai una scusa per farmi portare
del materiale nella mia camera.
Ero emozionata. Non sapevo
cosa e come fare…
Fece lui!
Appena entrato mi vide che
avevo una gonna corta e maglietta leggera
ed i suoi occhi sorrisero come per prendermi
in giro. Era desiderabile!
“Bisogno di altro, signora
cuoca?”
“Non sono una cuoca,
sono un avvocato”
“Allora…bisogno
di altro dottoressa cuoca?” –
mi prendeva in giro il ragazzino!
Come si permetteva?
“No grazie.”
Fece per andarsene. Ero delusa.
Non potevo non essere “interessante”
per un ragazzino!
“Dimenticavo! Dottoressa,
lei è una bella donna!”
Si era fermato sull’uscio
e mi aveva freddato.
Ero immobile.
Chiuse la porta e di avvicinò.
Mi abbracciò dolcemente.
Le sue mani scendevano su di me mentre mi
baciava.
Scesero e poi risalirono sollevandomi
la gonna.
Poi mi girò di spalle
e sfilò le mutandine.
Si sfilò i vestiti
e sentii il suo pene tra le mie chiappe.
Era più bello di quello
di mio marito…..
Mi mise a quattro zampe sul
letto e me lo infilò nel culo. Dapprima
dolcemente, poi sbattendomi fino a farmi
piangere.
Poi passò alla figa,
sempre da dietro. Montava da dio!
Non mi fece altro, del resto
gli altri aspettavano…
Scendendo mi disse: “Dottoressa,
potrei avere un appuntamento con lei? Mi
serve un avvocato”
“E perché?”
“Sono stato violentato
da una donna, ed io sono minorenne”
Sorrise. Ci sapeva fare il
bastardino. Ed io ci ero cascata. Come una
pera cotta! Gli diedi un appuntamento nel
mio ufficio dopo il lavoro.
Trovò una donna vera
al lavoro. Naturalmente molto ben vestita,
visto che veniva lui…
Quella sera ero stanca, ma
seppe rilassarmi con la sua dolcezza e le
sue carezze.
Dopo un po’ di allegri
approcci mi distese sul tavolo completamente
nuda. Naturalmente con le gambe a terra.
Mi penetrò nel culo con dolcezza
e poi con forza, quasi fino a rompere il
tavolo, e poi di nuovo la figa. Piangevo
dal godere che provavo.
Era un montatore eccezionale
ed era un piacere immenso farsi sbattere
da un ragazzo così bello.
Aveva sedici anni, era minorenne.
Avevamo scherzosamente concordato
che gli avvocati non servivano più
quando sarebbe diventato maggiorenne…
Così i nostri appuntamenti settimanali
in ufficio durarono circa due anni.
Al suo diciottesimo compleanno
dissi a mio marito che dovevo andare in
trasferta e così festeggiammo la
sua maggiore età in uno splendido
albergo a 5 stelle, dove mi scopò
per tutta la notte. Era l’ultima volta.
Ero talmente stanca il giorno
dopo che stetti a casa per tre giorni e
dovetti simulare con mio marito un’influenza.
Ma ne era valsa la pena.
Ciao, bastardino mio, non
ti scorderò mai…
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