Mia cognata
di Rockettaro
Era una
calda sera d'estate, una di quelle sere
dove si fa fatica a respirare per l'umidità
stagnante che c'è nell'aria, ogni
movimento diventa fatica e ogni indumento
una tortura sulla pelle bisognosa di refrigerio.
io e mia cognata eravamo sul divano di casa
sua annoiati davanti allo schermo del televisore
che, come ogni estate, proponeva i filmetti
anni 70 sulla supplente e su quanto sia
brava con tutta la classe. qualche risatina,
qualche battutina e qualche strana idea
che arroventava ancor di più un ambiente
fin troppo surriscaldato. mia moglie era
dai suoceri in ferie e mio cognato avrebbe
lavorato, come sempre, tutta notte. io ero
e sono innamoratissimo di mia moglie, mai
un tradimento in 16 anni tra fidanzamento
e matrimonio, ma con mia cognata non riuscivo
mai ad essere a mio agio, scrutavo i suoi
movimenti, rubavo al suo sguardo centimetri
della sua pelle, cercando di dissimulare
la mia attenzione verso di lei. anche quella
sera cercavo di concentrarmi su quanto trasmetteva
la tv, cercavo di non pensare a quanto sarebbe
stato bello scopare mia cognata, ma come
sempre non ci riuscivo. un pensiero indecente
che mi turbava da diverso tempo.
Mia cognata non è quel
che si suol dire una bonona, ma ha sempre
esercitato su di me un certo fascino da
donna vera, pensavo a lei come a una donna
vogliosa di qualcosa in più, a una
donna non soddisfatta sessualmente che non
appena accesa si sarebbe dimostrata una
pantera insaziabile, per questo motivo,
ogni volta che me la ritrovavo davanti,
mi faceva venire in mente strane idee. due
bei seni prosperosi e due gambe ben tornite,
e soprattutto quel suo modo di accavallarle,
risvegliavano in me pensieri torbidi e lussuriosi,
sogni che questa sera mi sembravano più
reali che mai. talvolta mi era sembrato
di notare che anche lei non era indifferente
alla mia presenza, eravamo sufficientemente
in confidenza per girare in abiti succinti
anche in presenza dei rispettivi consorti,
era capitato di mangiare in mutande per
il gran caldo e spesso le sue mise pre-nuit
agitavano il mio sonno dopo una serata trascorsa
insieme. avevo notato il suo interesse per
i miei muscoli palestrati e credevo anche
che qualche sguardo indiscreto sotto i miei
slip, quasi a scrutare le potenzialità
di quel suo cognatino, lo avesse dato, quasi
ad indagare e verificare se ne valesse o
no la pena……….
quella sera eravamo soli, sin dal rientro
a casa lei si era messa comoda per stare
più fresca e aveva indossato quei
vestitini estivi a fiori, leggeri, tipici
delle casalinghe accaldate. in qualche momento
si intravedeva il profilo del seno, con
due capezzoli impertinenti che segnavano
il movimento dei due promontori ad ogni
suo gesto e in controluce si poteva ammirare
il contorno delle gambe. aveva deciso di
girare a piedi nudi e mi aveva pregato di
mettermi comodo, la sola cosa che feci fu
di togliermi le scarpe decidendo anch'io
per i piedi scalzi. seduto sul divano mentre
guardavo il telegiornale la intravedevo
preparare la cena, e mentre la scorsi a
chinarsi per raccogliere un oggetto caduto
capii che non indossava neanche le mutandine.
la cosa mi eccitò molto e cominciai
a fantasticare su quello che avrei potuto
fargli già in cucina, durante la
cena…..mi immaginavo lei alle prese
con un eroticissimo pinzimonio, mi immaginavo
lei che vogliosa addentava un ravanello
e con le labbra tumide lo risucchiava fino
a mangiarlo e io, al culmine dell'eccitazione,
che con una mossa a sorpresa sbarazzavo
dai piatti e dai bicchieri, la sbattevo
con la schiena sulla tavola, e con i pantaloni
abbassati, cominciavo a sbatterla come mai
nessuno aveva fatto. la vedevo dimenarsi
per il piacere e mi vedevo in preda ad un
raptus bestiale che me la faceva scopare
avidamente……avrò avuto
gli occhi fissi sullo schermo mentre sognavo,
fatto sta che sul più bello sentii
un “ e' pronto !!” che mi richiamava
alla realtà. mi alzai dal divano
e mi sedetti in cucina, a capotavola, sotto
il ventilatore a pale, davanti a me un insalata
di pasta e una coca cola ghiacciata. mia
cognata si sedette al fianco offrendomi
i crackers. cominciammo a parlare del più
e del meno commentando le notizie del telegiornale,
ma l'atmosfera per me era sempre torbida
e surriscaldata dai pensieri indecenti che
avevo appena fatto sul divano. mi accorsi
che forse lei capiva la situazione e ci
giocava, era allegra e sembrava che la cosa
la divertisse, captava i feromoni nell'aria,
e non faceva niente per allentare la tensione,
ma, anzi, con maestria teatrale misurava
ogni suo gesto per provocare in me una qualsiasi
reazione: resistetti. a fine cena, dopo
la tortura della coppa di gelato, ci trasferimmo
sul divano, io sul lato destro e lei semisdraiata
sul lato sinistro, i piedi vicino alle mie
gambe, il vestitino leggermente sollevato
in modo da lasciar intravedere le cosce
velate da un leggero strato di sudore. ogni
tanto qualche sbadiglio scandiva lo scorrere
dei minuti davanti allo schermo, il film
si lasciava guardare e il leggero erotismo
di alcune scene stimolava in lei sorrisi
maliziosi e sguardi per me insostenibili.
qualche spot pubblicitario permetteva di
alzarsi per andare a bere qualcosa o semplicemente
per rinfrescarsi sotto le pale del ventilatore
della cucina. in una di queste pause tornò
dal frigo con un bicchiere di acqua e menta
con ghiaccio che decise di offrirmi staccando
le sue labbra dalla cannuccia che stava
succhiando, cercai di alzarmi dal divano,
ma un gesto goffo dovuto all'imbarazzo,
mi fece rovesciare un sorso della bevanda
all'altezza della pancia. mi macchiai la
camicia, peraltro già segnata da
una giornata tropicale, e minimizzai l'accaduto,
ma lei subito si propose di lavarmela offrendomi
una t-shirt del marito. accettai se non
altro per indossare qualcosa di più
fresco e cominciai a sbottonarmi e fu lì
che cominciò il tutto…….premurosa,
con un fare malizioso, decise di sbottonarmi
gli ultimi bottoni e sfilarmi l\'indumento,
inavvertitamente mi sfiorò il petto
con la sua mano raffreddata dal bicchiere
di acqua e menta e accortasi della mia reazione
mi provocò appoggiandomi il bicchiere
gelato su un capezzolo, incrociai il suo
sguardo mentre cercava di capire quale fosse
la mia reazione a quella provocazione, voleva
provare a giocare con me ma non sapeva se
poteva andare oltre, voleva verificare se
tutte le aspettative che aveva riposto negli
sguardi furtivi sotto le mie mutande potevamo
diventare la risposta a suoi sogni di moglie
repressa,……decise di andare
oltre….. nello sfiorarmi col bicchiere
mi bagnò il petto e lentamente leccò
il rigagnolo d'acqua che attraversava i
miei pettorali gonfi dall'eccitazione dovuta
a quell' inaspettato attacco e continuò
fino a raggiungere con la lingua l'altro
capezzolo che mordicchio per ritirarsi ridacchiando.
si alzò dal divano, posò il
bicchiere sul tavolino sul lato destro sfiorandomi
con il seno e ergendosi in piedi davanti
a me, si fece scivolare ai piedi il vestitino
estivo e, completamente nuda, mi disse:
“ che ne dici ??!!”.
intontito, incredulo, ma carico come un
molla non proferii parola, la guardai in
tutta la sua bellezza la presi per mano
e l'avvicinai al divano, di fronte a me,
afferrandola per le natiche la baciai sulla
pancia tesa, salendo fino al seno, spostai
le mani da dietro la schiena e la cinsi
in un abbraccio e cominciammo a baciarci
appassionatamente. ci sedemmo sul divano
una di fronte all'altra, un groviglio di
lingue, un annodarsi di mani ad esplorare
i nostri corpi, il tatto ingordo di sensazioni,
gli presi un seno tra le mani e poi scendendo
lentamente dal collo cominciai a succhiargli
avidamente un capezzolo, era come lo avevo
immaginato, turgido, duro, sintomo di una
voglia evidente ed impaziente. con quella
frenesia lei mi slacciò con fretta
la cintura, il bottone e mi abbassò
la zip nell'ansiosa ricerca del suo premio,
mi abbassò contemporaneamente pantaloni
e mutande e con un gesto velocissimo me
li sfilò dai piedi cosicché
anch'io mi ritrovai completamente nudo.
si ritrovò davanti al membro già
un po' in erezione per l'eccitazione e cominciò
a baciarlo e a succhiarlo come se non aspettasse
altro da mesi. mi disse che era la prima
volta che lo faceva , che aveva letto qualcosa
su una rivista per donne e che non aspettava
altro che mangiarmi il bastone, che aveva
capito che ero ben dotato ma non immaginava
che fosse così grosso. era veramente
brava, istintiva nell'arte della fellatio,
avevo ormai un cazzo duro come un bastone,
una voglia matta di scoparla lì,
subito, senza fermarmi, senza aspettare,
senza indugiare nei preliminari, ma decisi
che mi sarei goduto ogni secondo. avevo
deciso che l'avrei soddisfatta, avevo deciso
di godere come mai avevo fatto. la fermai,
le dissi che volevo dedicarmi alla sua vagina,
che volevo banchettare tra le sue cosce.
avevo già esplorato ripetutamente
con le mani la sua natura, era bagnatissima,
sentivo il suo liquido caldo bagnare le
mie dita che frugavano dentro di lei e lei
ansimare e mugulare mentre era intenta a
succhiarmi la verga, ora volevo assaggiarla
per farla bagnare ancora di più di
quanto già non lo fosse. la baciai,
scesi sui capezzoli per inumidirli con un
colpetto di lingua, scesi dolcemente lungo
la pancia, esplorai l'ombelico con la punta
della lingua, le solleticai l'interno cosce
per poi dedicarmi delicatamente alla sua
vagina, inarcò la schiena al primo
bacio sulla clitoride, e poi divenne come
una puledra impazzita. si dimenava come
per disarcionare il suo cavaliere, ad ogni
colpetto di lingua gemeva e si contorceva
in preda a spasimi di piacere, ogni tanto
affondavo la lingua fino ad allargare le
grandi labbra umide e vogliose, mentre con
le mani talvolta le massaggiavo il ventre
e talvolta le strizzavo i seni e i capezzoli
gonfi per il godimento. le infilai due dita
nella figa e lentamente le allargai l\'orifizio
mentre continuavo a leccarla, sfilai le
dita e cominciai a succhiarla affamato,
comincio a respirare vorticosamente fino
a quando gridò e venne stringendo
la mia testa contro il suo ventre. fu allora,
che tra i suoi miagolii, dolcemente, risalii
fino baciarle il collo e le sussurai all'orecchio
di girarsi sul divano mettendosi prona,
in modo che potessi penetrarla da dietro.
ammirai lo splendido culo sodo, infilai
il mio attrezzo nella calda tana umida e
senti i suoi lamenti di piacere mentre piano
iniziavo a stantuffarla, con lentezza sapiente,
controllata, sincronizzavo le mie spinte
con i sui gemiti. tra un lamento e l'altro
le infilai il medio nell\'ano, la sorpresi
ma vidi che non gli dispiaceva affatto,
e sentivo per questo che il suo piacere
saliva: si sentiva porca come non lo era
mai stata, si sentiva donna come non mai
e voleva godere di ogni attimo, di ogni
sensazione che quel fantastico momento le
stava regalando. io mi sentivo il padrone
di mia cognata, la stavo scopando come non
mi sarei mai sognato, le stavo facendo ciò
che mai avrei sperato nella mia immaginazione
di voyeur e ne stavo godendo appieno. la
stringevo per i fianchi torniti e ogni tanto
mi appoggiavo alla sua schiena per raggiungerla
sul collo e per poterle stringere i seni
da dietro, per gridarle le parole del mio
godere. piano piano aumentai il ritmo dei
miei colpi e incrociai il suo sguardo che
nel groviglio delle lingue di un bacio mi
supplicava di non smettere, mi eccitai ancora
di più, uscii da lei e la girai con
la schiena sul divano, vedevo i seni e i
capezzoli duri di piacere, la sua figa tumida,
aperta e desiderosa di cazzo, la penetrai
in modo da vedere la sua espressione di
godimento, il mio ritmo si faceva via via
più frenetico ed ero all'apice della
goduria. mentre la sbattevo i suoi seni
seguivano il ritmo incalzante dei miei colpi,
ogni tanto mi abbassavo a succhiarglieli
provocando in lei un ulteriore brivido inconsulto,
ero sul punto di esplodere dentro di lei,
mi fermai un attimo e detti le ultime inesorabili
spinte, venni con un eiaculazione infinita,
mai avuta prima, lei venne subito insieme
a me urlando il suo piacere, strizzando
la spalliera del divano, mordendo il cuscino.
rimanemmo l'uno dentro l'altra per qualche
minuto, abbracciati, stanchi, sudati, ma
soddisfatti del reciproco piacere, mi staccai
accarezzandola e la baciai. nel silenzio,
pensando a quanto era successo, mi accorsi
che ero finalmente, incredibilmente rilassato,
mi ero scopato mia cognata e ne ero felice,
lei ancora attaccata al mio corpo mi cinse
con una gamba come una gatta che fa le fusa
e mi guardò con gratitudine. in quel
momento capii che non era ancora sazia,
che voleva restituirmi quel piacere che
le avevo regalato e che mai aveva provato
prima. alzandosi si accucciò dolcemente
appoggiando la bocca sul mio cazzo umido
e rilassato. nel leccare mi accarrezzava
sul petto, poi prese a solleticare lo scroto
e infine indugiava sui capezzoli, ci volle
poco perché la mia verga si rimettesse
sull'attenti. con sapienti tocchi di lingua
prima sulla punta e poi lungo tutta l'asta
stringeva tra le mani nuovamente il mio
attrezzo duro e pulsante, lo inumidiva e
lo succhiava come se fosse un lecca-lecca
per una bambina. era soddisfatta del risultato
e affondava sempre più profondamente
i suoi baci lungo l'asta, lo sentiva pulsare
tra le sue labbra, lo sentiva vibrare tra
le sue mani ed era nuovamente eccitata all'idea
di vedermi venire dentro la sua bocca, finalmente
si sentiva libera, donna, amante, porca
e puttana tutto insieme, era piena di me
e gli piaceva. le spostai i capelli per
vederla guardarmi mentre godeva a darmi
piacere e ebbi un primo sussulto che feci
fatica a trattenere, a quel primo sintomo
operò più lentamente a voler
ritardare l'eruzione, a voler prolungare
la dolce tortura. riuscimmo con una sincronia
perfetta ad annodarci per iniziare a darci
piacere a vicenda, lei non staccò
mai le sue labbra dal glande, ma si fermò
quando io presi a ravanarla da dietro e
introdussi la lingua nella sua figa ancora
umida e vogliosa, avvertii un brivido attraversarle
la schiena e culminare in una stretta ancora
più forte del mio uccello. fu un
crescendo rossiniano, lei instancabile a
succhiare il bastone, io in preda ad un
vero raptus a mulinare la lingua dentro
e fuori la sua vagina. al mio grido ricevette
il mio seme caldo dentro di se con immensa
soddisfazione, deglutì fino a ingoiare
quella nuova bevanda , ma non fece in tempo
ad assaporarne il gusto che venne mentre
gli succhiavo avidamente il clitoride. piacere
puro, gioia infinita. ci abbandonammo alla
nostra voluttuosa stanchezza, uno sull'altro,
lei si girò e si stese coprendomi
come la più dolce delle coperte......mia
cognata.
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