Sesso con marito medico e moglie infermiera
di Young_f82
Stavo passeggiando con la
mia bicicletta nuova regalatami qualche
giorno prima per il mio diciannovesimo compleanno,
per le strade del mio paese. Il sole primaverile
accarezzava la mia pelle dandomi una piacevole
sensazione. Mentre ero immersa nei miei
pensieri uno stridio improvviso di gomme
ed un botto. Mi ritrovo per terra senza
capire cosa stava succedendo.
La mia bici nuova è
per terra vicino a me con la ruota davanti
completamente storta. Sento dolore ad una
gamba ed un braccio. Dalla grossa automobile
ferma nel mezzo dell’incrocio esce
un signore di 45 che mi aiuta ad alzarmi.
“Ti sei fatta male?
Come stai? Dobbiamo chiamare l’ambulanza?”
Lo guardo in viso comincio
a rendermi conto di quanto successo. Stavo
attraversando un incrocio dove avrei dovuto
dare la precedenza e l’auto mi era
piombata addosso. Per fortuna andava abbastanza
piano ed il signore alla guida è
riuscito ad evitare il peggio. Ha colpito
la ruota davanti della bici ed io cadendo
mi sono graffiata gomito e ginocchio.
“Sto bene, la ringrazio.
Non mi sono fatta nulla!”
Il signore nota i graffi
e la bici rotta. Mi dice che lui è
un medico e sua moglie un’infermiera.
Abitano a poche decine di metri dal luogo
dell’incidente e mi invita a casa
loro per farmi medicare. Mi lascio convincere
dai modi cortesi. Carica la bici rotta nel
bagagliaio e mi fa salire in macchina.
“Mi chiamo Luca e tu?”
“Io Manuela”
rispondo abbozzando un sorriso. E’
gentile, cortese ed anche un bell’uomo.
Sicuramente più di un metro e ottanta,
capelli corti e un’abbronzatura invidiabile
per il periodo.
Dopo pochi istanti entriamo
in un garage sotterraneo. Luca parcheggia
l’auto nel suo box e mi fa strada
per andare in casa. Entriamo nell’ascensore
e pigia il tasto 8, ultimo piano.
Suona alla porta ed una signora
sui 40, bionda, molto bella, con un grembiule
bianco da infermiera ci apre la porta.
“Ciao Cristina”
esordisce Luca “ho avuto un piccolo
incidente con Manuela e ora ha bisogno di
essere medicata”.
Allungo la mano in segno
di saluto. Cristina prende la mia mano e
con uno splendido sorriso mi fa accomodare
in casa.
“Vieni cara”
mi dice indicandomi una porta “Aspettami
nello studio che prendo il necessario per
disinfettarti ed arrivo subito”.
Lo studio è composto
da un lettino, una scrivania, un mobile,
una poltrona. Appeso alle parete un certificato
di laurea di Luca e diversi attestati di
Cristina. Cristina entra con in mano dei
flaconi e del cotone. Dietro di lei Luca
che si siede alla scrivania e comincia ad
armeggiare con il computer. Cristina mi
guarda il braccio escoriato. Inumidisce
il cotone con uno dei flaconi ed inizia
a passarlo sul gomito.
“Brucerà un pochino
ma vedrai che guarisci in fretta”.
Finito l gomito guarda il ginocchio. I pantaloni
sono lacerati.
“Credo dovrai toglierti
i pantaloni per poterti disinfettare il
ginocchio”. Mi slaccio i jeans e mentre
sto per toglierli guardo prima Cristina
e poi Luca. Cristina capisce il mio imbarazzo
e mi dice:
“Luca è un ginecologo e non
credo che si scandalizzi a vederti in mutandine.
Ma se vuoi lo faccio uscire”. Luca
si gira verso di noi abbozzando un sorriso.
Mi sento una ragazzina scema e vergognosa.
“Non c’è
bisogno che esca dottore” rispondo
e abbasso i pantaloni. Resto con il mio
perizoma bianco, le calzine si spugna e
la mia magliettina di cotone corta. Mi sdraio
sul lettino e Cristina inizia a curarmi
il ginocchio. Luca non sta più scrivendo
al computer ma è rimasto girato a
guardare l’intervento della moglie.
Cristina è molto delicata e brava.
Massaggia la parte ferita con i sui medicinali.
Finito di medicarmi si accorge che ho una
piccola escoriazione anche all’altezza
dell’anca. Prende dell’altro
cotone e mi deterge quel piccolo graffio
con la mano mentre mi poggia l’altra
sulla coscia quasi all’altezza dell’inguine.
Non posso fare a meno di notare il suo tocco.
La mano non è semplicemente poggiata
ma mi massaggia impercettibilmente la coscia.
E’ molto piacevole sentire quel tocco
ed io mi rilasso. Chiudo gli occhi e con
un riflesso incondizionato apro leggerissimamente
le gambe. Cristina prende quei segnali come
un invito. La sua mano si sposta fino a
toccare le mie mutandine proprio dove le
gambe si uniscono. Il suo tocco è
lieve e dolce ed io non la fermo. Le sue
dita scavalcano il tessuto delle mutandine
e trovano prendo l’apertura della
mia figa già umida. Cristina mi penetra
mentre io apro di più le gambe. La
mia mano cerca e trova le gambe di Cristina.
Risalgo per il retro delle sue cosce, lunghe,
lisce fino a dove il sedere inizia. Lo accarezzo
senza trovare tracce di tessuto. Cristina
sotto il camice è nuda. Da dietro
infilo la mia mano tra le sue cosce che
ha leggermente divaricato trovando una figa
liscia e piena di umori. Le restituisco
la penetrazione. Cristina si piega su di
me e sento la sua lingua tra le mie cosce
alla ricerca del clitoride. Ora ho le cosce
completamente spalancate e Cristina mi sta
scopando con la lingua mentre le sue dita
si fanno largo nel mio culetto. Apro leggermente
gli occhi e vedo Luca in piedi dietro la
moglie con il suo enorme cazzo in mano che
si sta segando. La mano che un attimo prima
era nella figa di Cristina ora si allunga
verso il cazzo di Luca. Lui si avvicina
e se lo lascia prendere. Lo tiro verso di
me portandolo verso le mie labbra. Luca
si avvicina al lettino ed io finalmente
lo prendo in bocca. Inizio a fargli un pompino
mentre Cristina sempre intenta a leccarmi
la figa si è liberata del camice.
Luca La sta masturbando. Il suo cazzo mi
riempie la bocca. Lecco la cappella, lo
succhio, gli mordicchio le palle. Tra le
mie labbra il suo cazzo è duro come
il marmo e non vedo l’ora di sentirlo
tra le mie cosce.
Cristina smette di leccarmi
ed io mi alzo da lettino. Sfilo le mutandine
e la maglietta restando solo con le calzine.
Mi siedo sul bordo del lettino aprendo le
cosce. Con una mano mi accarezzo la figa
allargando le labbra con le dita e allungo
la mano verso Luca che no si fa pregare
e si avvicina. Cristina prende in mano il
cazzo del marito, si inginocchia e lo prende
quel qualche secondo in bocca. Poi rialza
e lo avvicina alla mia figa ormai pronta
a riceverlo. Luca inizia a scoparmi mentre
Cristina mi bacia in bocca. Il ritmo di
Luca aumenta, Cristina mi bacia i seni mordicchiandomi
i capezzoli ritti. Improvvisamente Luca
estrae il cazzo dalla mia figa e lo punta
sul mio buchino. Si ferma un istante a guardarmi.
Sorrido, chiudo gli occhi e spingo la mia
testa all’indietro in segno di totale
abbandono. Luca spinge piano il suo cazzo
nel mio culetto. Un breve istante di dolore.
Cristina non smette di giocare con la mia
lingua e mentre il marito mi scopa il culo
lei mi masturb a la figa. Sono in estasi.
Cristina sa bene come masturbarmi ed in
breve mi porta all’orgasmo. Il ritmo
non cala e poco dopo un altro orgasmo mi
attraversa… poi un altro. Chiedo di
fermarsi ma Cristina e Luca mi scopano senza
tregua. E? stupendo come mi fanno venire
in continuazione. Luca estrae il cazzo dal
mio culo e Cristina si inginocchia per prenderlo
in bocca. Capisco che Luca sta per venire
e mi affianco a Cristina.
Ci contendiamo quel cazzo
che sta per venire come due bambini con
la caramella. Luca viene in bocca a Cristina
che riceve il primo fiotto di sborra. Prendo
di forza il cazzo di Luca e lo infilo in
bocca ricevendo i successivi. Luca svuota
le palle nelle nostre bocche ingorde del
suo seme. Io e Cristina ci baciamo scambiandoci
la sborra residua.
Luca si allontana dalla stanza.
Cristina mi fa sdraiare ancora sul lettino.
Prende dell’altro cotone e lo imbeve
di un nuovo liquido. Lo passa sulle mie
ferite. Mi da un bacio sulle labbra e mi
dice posso rivestirmi uscendo dallo studio.
Dopo qualche minuto rientrano entrambi,
vestiti e professionali come all’inizio.
Luca mi da una busta dicendomi di comprarmi
una bicicletta nuova ed un nuovo paio di
jeans.
Mi congedo da loro, lascio
la loro casa. Il taxi che Luca ha chiamato
per fare ritorno a casa mi aspetta già
in strada. Salgo, do il mio indirizzo e
parte. Apro la busta e trovo un biglietto
da 500 euro ed un ringraziamento da parte
di Luca e Cristina per il bel pomeriggio
passato.
Già… proprio
un bel pomeriggio!!! |